ARCHITECTS AT HOME
A casa di Carlotta Oddone

Colori in diverse nuance, sguardi sulla natura, materiali non trattati. Nel linguaggio dell’interior designer Carlotta Oddone la ricerca dell’armonia gioca un ruolo fondamentale. Anche quando affianca elementi contrastanti

A Torino, la casa dove Carlotta Oddone abita con il marito e i due figli è una sorta di manifesto del suo modo di concepire gli interni: vintage negli arredi ma contemporanea nel gusto di accostare tonalità e texture, dagli azzurri ai verdi e all’ottanio, dalle tappezzerie agli interventi pittorici. E con una notevole fortuna: quella di affacciarsi su un meraviglioso giardino, insospettabile dall’esterno, che rivela tutta la sua estensione e bellezza una volta varcata la soglia del portone, in una via trafficata della città. Certamente una fonte di ispirazione ma anche, nelle belle giornate, un perfetto ufficio en plein air.

Difficile immaginare che l’appartamento avesse tempo fa un impianto tradizionale, percorso da un corridoio centrale con stanze sui due lati. L’intervento di ristrutturazione gli ha restituito fluidità e una comunicazione più naturale tra gli spazi, pur assicurando privacy a ogni membro della famiglia. Ha impresso calore a ogni ambiente, grazie anche alla presenza di mobili che hanno l’aria di essere di famiglia anche quando sono stati disegnati dalla stessa Carlotta, e privilegiato una visione femminile, non leziosa o manierata, bensì morbida, accogliente e ospitale.

“In realtà – spiega Carlotta – non è mai facile ripensare gli arredi di casa mia perché questo è il mio laboratorio di esperimenti oltre che il luogo in cui incontro i clienti, quindi anche il mio biglietto da visita”. Autrice di interni privati e di strutture legate all’ospitalità, Carlotta Oddone interviene con la sua professionalità sia nelle fasi di cantiere – prima che i rivestimenti, i sanitari e gli arredi vengano definiti – sia quando i proprietari avvertono, a casa finita, il bisogno di maggiore personalità.

Quando ha iniziato la sua attività l’ha chiamata “L’Officina dell’Invisibile” alludendo al mondo artigianale, che richiede maestria e pazienza e che punta alla produzione di pezzi unici. “Ho sempre guardato ai francesi e al loro senso della decorazione così spiccato, rileggendolo secondo i miei canoni. Il mio mondo di riferimento non è quello industriale o della produzione in serie, ma quello degli artigiani che sanno tradurre uno schizzo in un oggetto sempre diverso anche quando lo replicano. Amo i materiali grezzi, non trattati, il ferro crudo, i legni lasciati al naturale”.

Ma il suo vero talento si esprime nel colore e nella sua interpretazione tessile. Consulente di due aziende che rivestono con i loro tessuti i divani e le poltrone delle più note aziende del design italiano, Carlotta è andata via via ampliando la sua competenza: dalle cromie agli stampati, dai filati alle trame e agli jacquard. La sua casa è una rappresentazione del suo lavoro: sue le tende, i cuscini con il tema delle rose che ritorna anche sui tappeti, suoi i velluti uniti che ricoprono le poltrone accostando colori diversi per schienale, seduta e braccioli e suoi anche quelli a righe delle sedie in cucina.

Anche il tavolo di ferro della cucina e il letto, che rilegge in chiave contemporanea il tema del baldacchino, sono disegnati su misura. Il suo è senza dubbio un lavoro di regia che affronta il progetto d’interni scegliendo e coordinando gli ingredienti secondo una visione personale. Alla ricerca di quell’armonia che qualche volta deriva più dal talento che da formule scritte.