Marmomac si prepara alla sua sessantesima edizione tornando alle origini ma guardando al futuro della pietra naturale. Elemento di straordinario fascino storico e geologico, capace di interpretare le grandi transizioni del presente
Marmomac si appresta a celebrare la sua sessantesima edizione – dal 22 al 25 settembre 2026 a Veronafiere – partendo dall’origine, dalla materia litica, per raccontarne l’evoluzione, tecnica e progettuale. Esplorando i bacini estrattivi dove il tempo geologico si fa sostanza tangibile, onora sei decenni di cultura lapidea, ma anche urbana, architettonica, artistica.
Confermandosi riferimento internazionale della filiera della pietra naturale, in questi 60 anni Marmomac ha accompagnato l’evoluzione del settore, trasformandosi da fiera territoriale a piattaforma globale capace di mettere in relazione imprese, tecnologie, progettazione e ricerca.
L’edizione 2026 della manifestazione è stata presentata alle cave – in galleria – di Prun, a Negrar (Verona), testimonianza tangibile della potenza della natura e dell’ingegno delle maestranze locali. In questo luogo pregno di fascino il calcare stratificato, formato in antichi fondali marini, ha una naturale predisposizione a essere estratto in lastre, seguendo il ritmo e la struttura della materia stessa.
La Pietra di Prun è stata inoltre decisiva nel configurare l’architettura popolare della Lessinia. Ed è da qui che Marmomac vuole raccontarsi: dalla materia, dalla sua lavorazione, dal suo impiego. E da come la materia ha poi inciso sui luoghi che viviamo, sulle opere che ammiriamo, sugli oggetti che utilizziamo, sulla quotidianità di ciascuno. Con uno sguardo rivolto al futuro.
L’edizione anniversario di Marmomac rinnova l’identità dello spazio culturale al padiglione 10. Si chiamerà The Bedrock – Leading the Future of Natural Stone. Un richiamo all’origine e al fondamento della pietra come elemento capace di attraversare architettura, tecnologia e sostenibilità, sviluppato in un percorso, firmato da quattro curatori ospiti, in cui la pietra si apre a prospettive e interpretazioni diverse.
Due i nuovi inserimenti curatoriali: Davide Fabio Colaci e Joseph Grima, che si affiancheranno alle riflessioni di Raffaello Galiotto e Giuseppe Fallacara, volti storici della rassegna.
Il dialogo tra pietra e applicazione urbana è al centro di Marmomac & The City, il programma diffuso realizzato in collaborazione con White Carrara. L’iniziativa porterà la manifestazione nel centro storico di Verona attraverso una serie di installazioni firmate da progettisti internazionali come Raffaello Galiotto, Ross Lovegrove, Antonio Aricò e Claudio Nardi.
Con la diciottesima edizione del Best Communicator Award, Marmomac si fa inoltre osservatore privilegiato dell’evoluzione della filiera individuando i volti e i linguaggi che ne raccontano le trasformazioni sul piano della comunicazione, della tecnologia e della ricerca industriale.
Tra gli elementi che negli anni hanno accompagnato l’evoluzione della manifestazione si conferma anche Marmomac Academy, attiva dal 1998 come piattaforma internazionale dedicata alla formazione e all’aggiornamento professionale nel mondo della pietra naturale.
Sarà uno sguardo aperto sulle trasformazioni del progetto a guidare l’apertura della sessantesima edizione, affidata alla lectio di Carlo Ratti. Un’apertura che segna simbolicamente un’edizione che guarda al futuro della pietra naturale come elemento capace di interpretare le grandi transizioni del presente.