MOSTRE
Pino Musi. Continuum 

Come in un flusso che segue la forma circolare del Teatro dell’architettura Mendrisio, le opere fotografiche di Pino Musi esplorano il tema dello spazio

Un’installazione – sinuosa – di scatti in bianco e nero che indagano la forma, la matericità e la percezione dello spazio architettonico. Continuum, a cura di Michael Jacob, presenta una selezione di lavori di Pino Musi. Fino al 20 dicembre 2026, visitatore è invitato a esplorare i diversi capitoli della ricerca del fotografo attraverso un progetto espositivo site specific che segue la forma circolare del Teatro dell’architettura Mendrisio.

Il flusso delle opere si articola infatti in lunghi scrolls (rotoli di immagini), lasciando al fruitore la libertà di scegliere il proprio percorso nella lettura tra le connessioni possibili fra i differenti capitoli del lavoro dell’artista.

Origine mostra come sia proprio la rovina, la forma spesso irriconoscibile delle costruzioni esposte al lavorio della natura, a riportarci alle loro origini. Anche la fotografia è, a ben vedere, un’attività archeologica: scava, identifica, riordina, ricostruisce.  

Metonimia interroga il senso originario dell’abitare, l’essenza stessa dell’architettura.

Iperbole riflette sul fatto che attorno a noi esiste anche un’architettura ‘folle’ che non riguarda soltanto la forma ma proprio il gesto progettuale in quanto tale.

Nella sezione Superficie il defilarsi filmico delle facciate di architettura del secolo scorso rimanda all’estetica della superficie teorizzata da Nietzsche, cioè al prezzo da pagare quando tutto appare in balìa del diktat della bella forma. 

Transizione ricorda che il senso profondo, reale, di ogni architettura dipende dalla possibilità di viverla e quindi di attraversarla. 

Il capitolo Incompiutezza intende invece l’architettura come opera incompiuta, irrisolta. Qui, il flusso e il ritmo della sequenza fotografica rimandano a una sorta di ascolto polifonico.

Fuori sezione un nucleo di tre opere di grande formato dedicate al recente restauro di Notre-Dame, a Parigi. Completano il percorso espositivo una serie di vetrine che contengono una selezione di pubblicazioni di Pino Musi.

Per maggiori informazioni TAM