MOSTRE
Temporary Rooms in Triennale

Triennale Milano ospita Temporary Rooms, la mostra di Davide Stucchi in cui opere e oggetti vengono progressivamente smontati, sostituiti e ricollocati, dando vita a quattro diverse configurazioni domestiche. Un percorso in continua evoluzione che riflette sulle nuove condizioni dell’abitare contemporaneo

Fino al 4 ottobre 2026 Triennale Milano ospita Temporary Rooms, la mostra di Davide Stucchi curata da Damiano Gullì. Progettato appositamente per gli spazi dell’Impluvium, il percorso espositivo trasforma l’ambiente in un organismo mutevole che si modifica nel corso dei mesi, riflettendo sulle trasformazioni dell’abitare contemporaneo.

Al centro della ricerca dell’artista emerge la dimensione domestica, osservata come luogo di relazioni, memorie e tensioni. Attraverso opere ibride che dialogano con i linguaggi del design e della scenografia, oggetti e arredi vengono privati della loro funzione originaria, scomposti, ricollocati o riattivati con sottile ironia. Lo spazio della casa diventa così un dispositivo narrativo capace di mettere in relazione immagini, corpi e oggetti.

La particolare conformazione dell’Impluvium suggerisce a Stucchi l’idea di un cantiere aperto e in continua trasformazione. Le pareti di un modulo abitativo temporaneo prendono forma attraverso strutture in orsogrill, le tipiche griglie metalliche utilizzate nei cantieri edili, dando vita a un ambiente permeabile, mobile e mai definitivo.

La mostra si sviluppa come un processo in divenire. Nel corso dell’esposizione, infatti, opere e oggetti vengono progressivamente smontati, sostituiti e ricollocati, generando quattro diverse configurazioni domestiche: il bagno, visibile dall’apertura del 14 maggio; il salotto, introdotto dal 23 giugno; la camera da letto, dal 21 luglio; e infine la cucina, dal 15 settembre. Parallelamente, gli elementi ancora imballati costruiscono un paesaggio temporaneo che evolve insieme alla mostra.

Attraverso questa successione di ambienti, Temporary Rooms affronta alcuni temi centrali del presente: la ridefinizione dell’intimità, il confine sempre più permeabile tra sfera pubblica e privata, la precarietà abitativa e il crescente costo della casa nelle grandi città, con particolare riferimento a Milano.

La mostra apre inoltre una riflessione sul rapporto tra arte, design e architettura, interrogando il modo in cui gli interni vengono rappresentati, percepiti e messi in scena. Nella ricerca di Stucchi emerge anche il tema della seduzione degli oggetti: la loro capacità di generare desiderio, costruire immaginari e influenzare comportamenti.

Tra installazione, scenografia e progettazione espositiva, l’artista sviluppa interventi essenziali e calibrati che costruiscono una tensione sottile tra presenza e assenza, vicinanza e distanza. Ogni ambiente si configura come uno spazio autonomo e immersivo, dove tracce personali e immaginari collettivi si intrecciano in una narrazione aperta, destinata a trasformarsi nel tempo.

Per maggiori informazioni Triennale Milano