L’uscita del nuovo volume pubblicato con Giunti offre l’occasione per incontrare Claudio Pierattelli, partner di Pierattelli Architetture
Fondato a Firenze nel 1980 da Massimo Pierattelli e oggi guidato insieme ai figli Andrea e Claudio, Pierattelli Architetture ha sviluppato negli anni un’attività che spazia dall’architettura agli interni, fino al product design, con una presenza consolidata anche nel settore hospitality. Oggi lo studio conta una trentina di professionisti e affianca alla sede storica una base operativa a Milano.
Il nuovo libro realizzato con Giunti nasce dall’esigenza di raccontare i progetti in modo diverso rispetto alle tradizionali monografie di architettura. “I libri di architettura ti fanno vedere la planimetria, ti dicono quanto è grande un progetto e ti mostrano le fotografie”, osserva Claudio Pierattelli. Il volume sceglie invece un’altra chiave di lettura, organizzando i contenuti per materiali e superfici.
“È rivolto a un utente medio che ha più attenzione verso gli interni ed è in cerca d’ispirazione, al di là della localizzazione del progetto o della sua volumetria”, spiega Pierattelli. Un approccio che sintetizza oltre dieci anni di lavoro dello studio in un progetto editoriale sviluppato nell’arco di un anno.
La materia emerge anche come uno dei temi centrali della ricerca contemporanea dello studio. “Identifico nel mercato una tendenza della materia e della matericità, e questo mi rende felice”, racconta Pierattelli. “La resina è diventata microcemento. Le grandi piastrelle stanno lasciando spazio a mosaici e piccoli formati, molto più tattili e in alcuni casi tridimensionali. Una trasformazione che riflette una crescente attenzione verso texture autentiche e materiali capaci di esprimere una presenza più concreta e naturale negli spazi. Ci piace fare ricerca in questo ambito, accostare materiali differenti e offrire al committente sempre un ampio spettro di opzioni. Vale anche per gli oggetti: in uno stesso progetto capita di usare lampade di dieci aziende diverse; non è semplice, ma ci impegniamo a garantire sempre un risultato armonioso e coerente”.
Questo interesse per i materiali si collega a un metodo progettuale che porta spesso i clienti fuori dagli showroom. “Portiamo fisicamente i clienti nelle aziende, perché solo così capiscono l’italianità del prodotto. Vedono la linea di produzione e comprendono il valore di ciò che stanno acquistando. Non solo in termini economici”. Una scelta che rivendica il ruolo dell’architetto rispetto a una semplice selezione decorativa.
Guardando al futuro, lo studio punta ad ampliare il peso della progettazione architettonica senza rinunciare alla qualità raggiunta negli interni. “Vorremmo aumentare la percentuale di progetti d’architettura. Abbiamo in corso alcuni masterplan di nuove costruzioni in Toscana, ma siamo aperti a ulteriori nuove sfide», afferma Pierattelli.
E sul design di prodotto? “Non possiamo dire molto, ma stiamo lavorando con alcune aziende italiane a nuovi prodotti che vedranno la luce tra il 2027 e il 2028. È un tema stimolante, che ci consente di lavorare a quattro mani con le aziende e di ampliare ancor di più il nostro bacino di conoscenze”.
Per maggiori informazioni sul libro “Architetture nel dettaglio”, visita Giunti
Andrea, Massimo e Claudio Pierattelli
foto Tomas Pagani
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