GUEST HOUSE
Oberbuchfelder-Hof

A Laion, in Alto Adige, Raumdrei Architekten converte un maso del XVI secolo in cinque appartamenti per vacanze. Offrendo una lettura contemporanea dell’architettura rurale alpina

Trasformare un maso del XVI secolo in una struttura ricettiva significa confrontarsi con un equilibrio delicato tra conservazione e adattamento. Il progetto dell’Oberbuchfelder-Hof, firmato da Raumdrei Architekten a Laion, in Alto Adige, affronta il tema attraverso una strategia che evita al progetto di rimanere intrappolato in questo dualismo.

L’intervento interessa un paarhof alpino composto da edifici distinti, destinati rispettivamente ad abitazione e attività agricole, oggi riconvertito in cinque appartamenti per vacanze e in una serie di spazi comuni.

Il complesso conserva la propria configurazione storica e mantiene leggibili elementi che ne raccontano l’origine e le trasformazioni nel tempo. Fra questi, la Stube, la cucina antica, le strutture lignee della copertura e numerosi dettagli costruttivi recuperati durante il restauro. Le nuove funzioni trovano posto all’interno di questa trama consolidata, seguendone le logiche spaziali.

La conversione interessa sia l’edificio residenziale che gli antichi spazi agricoli. Il fienile viene trasformato in appartamenti, mentre alcuni ambienti comuni valorizzano le preesistenze più significative del complesso. Ne deriva una sequenza di spazi dove la memoria dell’uso originario è percepibile senza assumere il ruolo di semplice elemento scenografico.

Le aggiunte contemporanee si manifestano attraverso pochi gesti puntuali. L’intervento prevede l’inserimento di nuove aperture, logge e terrazze, conservando l’equilibrio delle facciate esistenti. In diversi punti i serramenti risultano arretrati rispetto al filo murario, una scelta che sottolinea lo spessore delle pareti e limita l’impatto dei nuovi elementi. Anche i sistemi di schermatura in legno conferiscono all’insieme un accento discreto, coerente con il carattere dell’architettura originaria.

Particolarmente significativo è il lavoro svolto sotto la grande copertura storica. Qui un appartamento occupa gli spazi del sottotetto, lasciando in evidenza la complessa struttura lignea esistente.

Lo stesso approccio emerge negli interni. Arredi realizzati su misura da artigiani locali dialogano con murature, travi e superfici recuperate. La ricerca sui colori storici ha inoltre permesso di reintrodurre tonalità documentate all’interno dell’edificio, contribuendo a rafforzare il legame con la sua storia costruttiva.

L’Oberbuchfelder-Hof mostra in questo modo come un edificio nato per rispondere alle esigenze del mondo rurale possa accogliere nuove funzioni senza perdere la leggibilità delle strutture, degli spazi e delle relazioni che ne hanno definito il carattere per oltre cinque secoli.