CASE
Casa A2O

Premiato per la sostenibilità al Maggio dell’Architettura 2026, il progetto Casa A2O di Keller Architettura suggerisce una riflessione sul rapporto tra architettura, paesaggio e genius loci

Rigenerare un antico casale in pietra risalente alla fine dell’Ottocento, immerso nella macchia mediterranea della Valle d’Itria, a pochi chilometri da Ostuni. Questo l’obiettivo di Antonio Giuseppe Martiniello, fondatore di Keller Architettura, nell’impostare il progetto Casa A2O: un grande e prezioso rustico situato su una proprietà di circa cinque ettari, raggiungibile percorrendo un tratturo privato.

Abbandonato per anni, l’edificio era quasi completamente nascosto dalle piante, ma conservava ancora gli elementi fondativi dell’architettura rurale locale: il sistema di canalizzazione e le grandi cisterne in pietra per la raccolta dell’acqua piovana, oltre a un agrumeto incorniciato da muri a secco. 

L’intervento si è sviluppato a partire da un’analisi del luogo e della sua storia, privilegiando un approccio filologico e rispettoso del contesto. Il nucleo originario è stato integralmente recuperato e affiancato da nuovi volumi che reinterpretano in chiave contemporanea i principi dello stile vernacolare della Valle d’Itria. Il risultato è un organismo che combina memoria e sguardo sofisticato sul presente.

Cuore della dimora è proprio l’agrumeto trasformato in un hortus conclusus. Un giardino centrale riportato in vita sul modello di un impluvium, attorno al quale si organizzano gli ambienti principali della casa. Un secondo giardino, orientato verso i campi, accoglie un maestoso pioppo che attraversa il tetto divenendo parte integrante della composizione architettonica. 

Varcando la soglia, l’atmosfera si fa rarefatta, ma a scaldare l’insieme è la palette di colori e materiali. A terra la resina chiara si alterna a un pavimento a scacchiera giocato sui toni del mattone e del bianco. Arredi di design – tra cui una sinuosa lampada da terra e il divano minimalista nel salotto – si relazionano con elementi in legno e metallo che strutturano lo spazio. La cucina stessa si configura come un volume compatto in legno con venature a vista. L’isola, coordinata e abbinata a scultorei sgabelli neri a contrasto, funge sia da piano di lavoro sia da tavolo.

Nulla è gridato, ogni decoro è frutto di una stratificazione sottile, che si tratti di stampe vivaci che spezzano l’uniformità cromatica o di un infisso d’epoca reinventato come installazione a parete. Grazie a nuove aperture il dialogo con il paesaggio è costante, ma non solo: tra le caratteristiche di A2O c’è anche la sostenibilità, concretizzatasi nel ripensamento dell’intero sistema idrico, nel recupero delle cisterne storiche per la raccolta idrica e nell’installazione di un impianto fotovoltaico integrato, in equilibrio tra innovazione tecnologica e spirito ecologico.

Ogni scelta progettuale tende alla conservazione dell’identità del sito. Sentieri in terra battuta, utilizzo di materiali locali, illuminazione notturna ridotta al minimo indispensabile e tutela della vegetazione spontanea testimoniano la volontà di intervenire senza alterare. Durante i lavori è stata restaurata anche l’originaria aia in pietra, poco distante dalla quale si trova una piscina stretta e lunga che rilegge e attualizza le tipiche vasche di foggia rurale di una volta.