A Copenhagen, nel rispetto della storia, David Thulstrup converte un magazzino ottocentesco in un’elegante residenza “nordic style”
È stato un lavoro semplicemente magistrale quello condotto da David Thulstrup per far rinascere a nuova vita un vecchio edificio industriale a Copenhagen. Si tratta di un magazzino del 1806 nella zona di Christianshavn, costruito in quello che un tempo era uno snodo per le navi provenienti da Groenlandia, Islanda e Isole Faroe. Utilizzato per l’alloggiamento e l’essiccazione delle pelli, quando questa attività è cessata un secolo fa, è rimasto vuoto per anni.
Seguendo un approccio che si riassume bene con le tre parole “conservazione, trasformazione, elevazione” l’architetto ha modificato il magazzino – classificato patrimonio nazionale – in una palazzina residenziale, gli Strandgade Apartments. All’interno sono stati ricavati quattro appartamenti high end, di cui tre a un piano e un attico a due livelli.
Oltre alle residenze, il progetto integra uno spazio comune al piano terra con una sauna e aree di intrattenimento che conducono ai posti barca del porto e a un cortile dotato di doccia, per chi desidera fare il bagno nel canale.
Trattandosi di un edificio tutelato, nella trasformazione sono stati salvati i dettagli originali come le travi di pino del tetto e dei tramezzi e le pareti in mattoni. Per una questione filologica gli interni non potevano essere divisi in stanze. Spiega David Thulstrup: “Abbiamo giocato sull’esperienza dell’open space inserendo due cubi in un nucleo centrale per ospitare il vano scala, la cucina attrezzata e i bagni. Il risultato consente di leggere l’assetto originale del magazzino e mantiene le grandi finestre che si aprono sul canale da un lato e sulla città dall’altro”.
Il lavoro ha seguito un rigoroso processo di approvazione e meticolosi standard di conservazione. “Alla fine ho fortunatamente ottenuto il permesso di installare un ascensore che collega tutti gli appartamenti” sottolinea felice l’architetto, Gli interni della cabina sono rivestiti in pelle Søresen danese per ricollegarsi e omaggiare la funzione originale degli spazi.
Dentro, gli ambienti da vivere sono rifiniti con parquet chiaro a doghe larghe, intonaco materico e leggermente ruvido, e arredati con mobili dei più importanti brand danesi. Tutto gioca sui toni del beige e del marrone chiaro, con qualche concessione al nero per i complementi più piccoli e per la cucina.
Sintetizza l’architetto: “Ho voluto rivelare la bellezza non scontata dell’edificio utilizzando una piccola tavolozza di materiali che erano già qui fin dall’inizio, come pareti intonacate, semplici assi di pino e pietra finlandese, ma inserendoli in un altro contesto, più caldo e accogliente. Con gli Strandgade Apartments ho fatto una forte dichiarazione: non voglio imitare il passato, ma trasportarlo nel futuro”.