Per Garofoli, la boiserie non è un semplice rivestimento, ma uno strumento progettuale in grado di delineare gli spazi
Uno strumento per architetti e interior designer capace di definire ritmo, passaggi e proporzioni degli ambienti. Garofoli interpreta la boiserie all’interno di un sistema coordinato che mette in relazione pareti, parquet e porte – interne, blindate e tagliafuoco – costruendo ambienti unitari, coerenti nella materia e nel segno.
Una proposta pensata tanto per la casa quanto per l’hospitality, il retail, gli uffici e gli spazi collettivi. Il punto di partenza è la superficie. Legno, laccature, laminati e vetri effetto marmo si estendono dalla parete agli elementi di passaggio fino agli arredi su misura. La porta perde così la propria condizione di elemento isolato: può emergere come presenza grafica oppure integrarsi nella boiserie fino quasi a scomparire. Il risultato è un’architettura d’interni continua, dove la coordinabilità non coincide con l’uniformità, ma diventa libertà compositiva.
La collezione Boiserie Garofoli articola questa visione in sei tipologie, differenti per costruzione e carattere: Strips Wood, Segno (con le pantografature Quadro e Onda), Lisce, a cui si aggiungono le soluzioni a Doghe e Bugnate fino a quella realizzata con il parquet.
Materiale identitario dell brand è il rovere che attraversa l’intera gamma con una palette di finiture che va dai toni più chiari e polverosi alle gradazioni profonde e brune.
Nelle prime immagini dell’articolo, in una camera da letto dove la porta Filo Rei è coordinata alla boiserie liscia e all’armadiatura Miria, protagonista è il Rovere Terra.
Nella successive, la composizione di boiserie liscia, la porta Filomuro Rei 60 e la mensola scatolata sono in Rovere Cipria
Questo articolo è estratto da Surfaces 4. Sfoglia il magazine