Studio IDÀ ripensa un’ex scuderia come spazio abitativo minimo. Nel quale soluzioni su misura e superfici curve generano un ibrido tra preesistenze e nuovi usi
A Parigi, nei pressi degli Invalides, una piccola costruzione affacciata su una corte conserva le tracce di una storia iniziata a metà Ottocento. Studio IDÀ interviene su questa preesistenza di circa 20 metri quadrati trasformandola in Garibaldi, un’abitazione compatta dove la ridotta superficie disponibile diventa il punto di partenza per un progetto sviluppato soprattutto attraverso gli arredi integrati e un utilizzo ottimale del volume.
Le origini dell’edificio risalgono alla metà del XIX secolo, quando una piccola scuderia occupava il fondo di una tipica corte pavimentata parigina affacciata su Boulevard Garibaldi, allora limite tra la città di Parigi e il comune di Issy. La successiva trasformazione del boulevard durante gli interventi haussmaniani incorporò la costruzione nel nuovo fronte edilizio, mentre la progressiva scomparsa dei cavalli e l’arrivo della metropolitana ne accompagnarono la conversione in abitazione.
La configurazione irregolare dell’edificio e un’altezza che, sul fronte posteriore, raggiunge quasi sei metri orientano la nuova organizzazione degli spazi. L’antico fienile posto al livello superiore viene recuperato attraverso un mezzanino destinato alla zona notte, permettendo di mantenere il piano terra come ambiente continuo. La distribuzione domestica si sviluppa così in verticale, sovrapponendo gli usi invece di separarli attraverso partizioni.
Al livello inferiore, cucina, soggiorno e zona pranzo condividono uno spazio dove gli elementi fissi organizzano le funzioni. Una grande isola curva raggruppa lavello ed elettrodomestici e funge da baricentro. La cucina prosegue sotto la scala che conduce al mezzanino, incorporando contenitori e impianti. Sul lato opposto, una panca realizzata su misura segue il profilo delle pareti e costruisce un ambito utilizzabile per mangiare, lavorare o sostare.
La curva ricorre nell’intero progetto come strumento per confrontarsi con la geometria irregolare della costruzione esistente. Bordi arrotondati, raccordi e aperture ad arco attenuano la frammentazione di uno spazio dalle dimensioni molto contenute, e accompagnano il passaggio tra le diverse funzioni. Questa logica prosegue nel bagno, separato da una porta scorrevole inserita in un’apertura arcuata. Qui il lavabo occupa una posizione centrale, affiancato da due passaggi che conducono alla doccia e alla zona WC, mentre superfici specchiate e contenitori integrati ampliano la percezione dell’ambiente.
La palette materica accompagna questa ricerca di continuità. Calce, legno, terrazzo, marmo e ceramica compongono un registro essenziale, dove le superfici minerali chiare dialogano con le tonalità più calde degli elementi lignei. Materiali e arredi concorrono così alla costruzione di un interno in cui ogni funzione, pur rimanendo autonoma, partecipa alla costruzione di un organismo unitario.