GUEST HOUSE
Oblouková 171

Studio ORA trasforma in guest house una dimora familiare valorizzando le preesistenze. Materiali di recupero, memoria del luogo e nuove funzioni costruiscono un rapporto misurato tra passato e presente

Una dimora familiare rinasce a Žatec, in Repubblica Ceca, attraverso un progetto che intreccia memoria, riuso e nuove forme di ospitalità. Progettata da ORA – Original Regional Architecture, Oblouková 171 ristabilisce la continuità con il proprio passato attraverso il confronto diretto con ciò che il tempo ha conservato e modificato.

La casa apparteneva alla famiglia di Jan e Barbora Hora, fondatori dello studio, i cui antenati si erano trasferiti a Žatec nel primo Novecento. La famiglia ha vissuto nell’edificio per generazioni, fino al progressivo abbandono dopo il 1989. Tornata agli architetti come eredità, Oblouková 171 era quasi una rovina: la copertura era danneggiata, alcuni solai erano parzialmente crollati e la struttura lignea interessata da estesi fenomeni di degrado.

Prima di immaginare una nuova configurazione, il progetto ha dovuto quindi confrontarsi con la sopravvivenza stessa dell’edificio. La struttura è stata consolidata con tiranti metallici, parzialmente ricostruita e il solaio più compromesso dall’acqua sostituito. Ma intervenire sulla casa ha significato anche riconoscere il rapporto con il luogo. Žatec è storicamente legata alla coltivazione e alla lavorazione del luppolo e nel sottotetto emerge una particolare struttura lignea a tre livelli, riconducibile ai sistemi tradizionali utilizzati per la sua essiccazione.

Anche la facciata, profondamente alterata nel tempo, è stata riletta attraverso la storia dell’edificio. La ricerca di immagini d’epoca ha permesso di riconoscere alcuni elementi della composizione originaria, tra cui le cornici delle finestre e quella sommitale. ORA sceglie però di non ricostruirli filologicamente. Piuttosto, li semplifica e li reinterpreta, utilizzandoli per ristabilire le proporzioni e la geometria della facciata.

Negli interni, gli elementi esistenti rimangono dove possibile inalterati, mentre i nuovi interventi cercano un rapporto diretto con le preesistenze. Intonaci a calce, legno e materiali recuperati costruiscono ambienti nei quali la materia conserva parte della propria storia. Travi provenienti da un edificio demolito, vecchie piastrelle rimaste per decenni in un fienile e altri materiali recuperati entrano nella nuova architettura come segni della memoria.

Il riuso diventa così un metodo. Le nuove porte in frassino reinterpretano quelle tradizionali a pannelli, mentre alcuni pavimenti sono realizzati con pittura a olio di lino destinata a consumarsi progressivamente con il passaggio delle persone, rendendo anche il tempo materia progettuale.

Per Jan e Barbora Hora, lavorare su una costruzione antica significa infatti accettarne le difformità. In questa ottica, l’intervento a volte conserva anche pareti non perfettamente verticali, intonaci irregolari e materiali segnati dall’uso. Gli architetti sperimentano direttamente anche alcune tecniche tradizionali, come l’applicazione dell’intonaco a calce, per comprenderne le caratteristiche e trasferirle alle maestranze.

La trasformazione introduce infine una nuova dimensione urbana. Oblouková 171 ospita oggi, al piano terra, una tap room dedicata alla birra artigianale, mentre ai livelli superiori trovano posto gli spazi per gli ospiti e quelli destinati alla casa per le vacanze della famiglia. Il nuovo programma si lega così all’identità di Žatec e alla sua cultura del luppolo, restituendo alla costruzione un ruolo nella vita della città.