Kennedy Nolan e Amanda Oliver Gardens costruiscono una casa nella quale la vegetazione accompagna il mutare delle stagioni e ridefinisce il rapporto con il luogo
Somers House, progettata da Kennedy Nolan a Somers, sulla Mornington Peninsula australiana, nasce come casa per i fine settimana e l’estate, ma il progetto deve anche ospitare una famiglia allargata, offrendo al tempo stesso condizioni di intimità quando è abitata da poche persone.
La casa si sviluppa su tre livelli e segue l’andamento di un terreno caratterizzato da importanti differenze di quota. La necessità di garantire la piena accessibilità a uno dei proprietari, che utilizza una sedia a rotelle, viene integrata nell’organizzazione spaziale attraverso un sistema di percorsi e un ascensore che collegano i diversi ambienti senza interrompere il rapporto con l’esterno.
L’architettura alterna parti più raccolte e superfici completamente aperte verso il paesaggio. Il rivestimento in shou sugi ban – tecnica giapponese che consiste nella carbonizzazione superficiale del legno – definisce i volumi più introversi con una superficie scura e materica. Ampie aperture vetrate stabiliscono invece una relazione diretta con il giardino e con il paesaggio costiero. All’interno, legno Douglas Fir, ardesia, intonaco ocra, travertino persiano rosso, ottone, cemento, terracotta e sughero costruiscono una tavolozza materica intensa.
Questa grammatica prosegue nel progetto del paesaggio curato da Amanda Oliver Gardens. Una fascia vegetale attraversa il fronte del lotto da est a ovest, formando una sorta di gola decidua composta da specie europee, nordamericane e australiane. Al suo interno emerge un albero di Giuda canadese preesistente, con foglie che durante l’anno variano dal borgogna intenso al rosa tenue. Il giardino riprende così i toni dell’architettura e stabilisce una continuità cromatica tra vegetazione, intonaco e legno.
Per Amanda Oliver, il giardino non è però un sistema di spazi all’aperto sovrapposto alla casa. Il progetto privilegia la componente vegetale e la capacità delle piante di costruire nel tempo una relazione specifica con il luogo. È una sensibilità condivisa con Kennedy Nolan, con cui lo studio collabora dal 2014, fondata sull’interesse comune per texture, colore e forma e su una concezione del paesaggio come parte integrante dell’esperienza domestica.
A Somers questa collaborazione assume anche una precisa dimensione climatica. Durante l’estate, la vegetazione protegge la casa dal sole; in inverno, la caduta delle foglie permette invece alla luce di raggiungere gli interni. Il cambiamento stagionale diventa così parte del funzionamento e della percezione dell’architettura.
La stessa idea coinvolge i materiali, scelti per reagire al tempo e agli agenti atmosferici. Il Douglas Fir diventerà progressivamente più caldo e ambrato, mentre l’intonaco esterno potrà modificarsi attraverso efflorescenze, tannini e sale. Anche il giardino è pensato per maturare, aumentando nel tempo la propria presenza e modificando progressivamente l’equilibrio tra costruito e paesaggio.
È proprio questa dimensione temporale a definire il carattere di Somers House. Kennedy Nolan e Amanda Oliver non progettano un’immagine conclusa, ma le condizioni perché il rapporto tra architettura e paesaggio continui a evolvere. Con la crescita delle piante, la casa diventerà progressivamente più discreta, mentre gli interni continueranno a registrare le variazioni della luce e delle stagioni.