La tecnica Shou Sugi Ban dà il nome a una casa di Perth, dove il legno carbonizzato diventa il segno distintivo del nuovo ampliamento firmato Sandy Anghie Architect
Claremont è un quartiere verde, affacciato sul fiume nella parte occidentale di Perth, in Australia. Qui, in un contesto caratterizzato da strade alberate, ampi parchi e un mix di abitazioni contemporanee ed edifici più tradizionali, sorge Shou Sugi Ban House, una casa d’epoca ampliata e ristrutturata dallo studio Sandy Anghie Architect
Il progetto ruota attorno al giardino. Un grande albero, particolarmente amato dai proprietari, occupava il fondo della proprietà e ha condizionato la posizione della nuova estensione. Lo studio ha rimosso la piscina preesistente per collocare il nuovo volume sul lato ovest del lotto, lasciando l’albero al centro della composizione. Dall’ingresso, l’intervento sembra discreto; sul retro, invece, l’architettura assume un linguaggio decisamente contemporaneo, creando un netto contrasto con la casa originale.
Anche il rapporto tra interno ed esterno ha orientato le scelte distributive. Al piano terra, ampie aperture rivolte a est accolgono la luce del mattino, filtrata dalla chioma dell’albero. Al piano superiore, le camere dei figli si inseriscono direttamente tra i suoi rami, mentre sul lato ovest l’assenza di finestre limita l’irraggiamento solare e riduce il surriscaldamento durante le calde estati di Perth.
La famiglia desiderava più spazio e una netta separazione tra le diverse aree della vita quotidiana. La distribuzione distingue quindi le zone private da quelle comuni. Nella casa originale trovano posto la camera dei genitori, lo studio e il soggiorno; al piano superiore della nuova ala si trovano invece le camere degli adolescenti e uno spazio condiviso. Al piano terra dell’ampliamento si concentrano invece gli ambienti della vita familiare, pensati per riunire tutti gli abitanti della casa.
Sandy Anghie ha ridotto al minimo le modifiche all’edificio esistente. Tuttavia, c’è un intervento particolarmente significativo: all’ingresso, una nuova finestra ristabilisce il rapporto visivo con il giardino. La casa originale, pur trovandosi in un quartiere ricco di vegetazione, risultava completamente chiusa verso l’esterno; ora il cortile sul retro si intravede già oltre la porta d’ingresso.
I proprietari hanno coinvolto il landscape designer Robert Finnie già in fase di approvazione del progetto, collaborando per proteggere gli alberi e la vegetazione esistente e rafforzare la continuità tra casa e giardino. Anche gli interni seguono questa linea. I committenti hanno lavorato con l’interior designer Suzanne Marinoni per creare un passaggio fluido tra la casa originale e la nuova architettura.
Il materiale che dà il nome alla casa è frutto di una scelta consapevole dei proprietari, che hanno studiato e introdotto lo Shou Sugi Ban nel progetto. Conosciuto anche come Yakisugi, si tratta di un’antica tecnica giapponese che prevede la carbonizzazione del legno attraverso il fuoco. Questo trattamento crea sulla superficie uno strato di carbone nero che protegge il materiale e ne riduce la manutenzione, conferendo al rivestimento un aspetto elegante e senza tempo.