ARCHITETTURA
Dune House

Waechter Architecture progetta una piccola casa costiera affacciata sull’Oceano Pacifico. Con quattro volumi angolari e un nucleo centrale a definire la distribuzione interna

In Dune House, Waechter Architecture utilizza selettivamente il paesaggio, lo ritaglia e decide di volta in volta quanto mostrarne. Una grande apertura porta le dune dentro il soggiorno, altre finestre le comprimono in fasce orizzontali; verso le case vicine, invece, l’architettura si chiude. Dall’alternanza tra protezione e apertura scaturisce questa piccola casa sulla costa settentrionale dell’Oregon, apparentemente elementare nella forma ma molto più articolata nella sua organizzazione interna.

Realizzata a Manzanita su un lotto affacciato sull’Oceano Pacifico, Dune House occupa una superficie di circa 167 metri quadrati. Il terreno è stretto tra abitazioni molto vicine, mentre sul fronte occidentale si apre verso le dune e la spiaggia. Waechter Architecture risponde a questa condizione ambientale con un volume compatto a un solo piano, quasi quadrato in pianta e coperto da un tetto a padiglione leggermente inclinato.

Pareti e copertura sono rivestite da scandole di cedro bianco orientale destinato a ingrigire progressivamente. Le gronde ridotte al minimo attenuano la distinzione tra facciata e tetto, dando continuità all’involucro. Il riferimento alla tradizione delle costruzioni costiere rimane affidato soprattutto al materiale, mentre la semplificazione dei profili e il controllo delle aperture conducono il volume verso una forma più astratta.

La pianta segue uno schema a girandola. Quattro nuclei rettangolari occupano gli angoli e accolgono due camere da letto, uno studio e gli spazi di servizio, compresi dispensa e sauna. La loro disposizione scherma le viste verso le abitazioni confinanti e libera precise direttrici verso l’esterno.

Al centro rimane lo spazio che costituisce il fulcro della casa, una zona pranzo multifunzionale raccolta sotto la geometria ascendente della copertura e illuminata zenitalmente. Da qui gli ambienti si sviluppano in diverse direzioni: verso ovest il soggiorno guarda alle dune e all’oceano, mentre sul lato opposto la cucina si apre verso un giardino più raccolto. La geometria apparentemente semplice del tetto acquista così all’interno una presenza molto più articolata, fatta di piani inclinati e variazioni di altezza.

Pavimenti, pareti e soffitti sono rivestiti quasi interamente in rovere bianco. Porte, contenitori e dettagli vengono assorbiti nella continuità delle superfici, lasciando alla geometria degli ambienti e alle aperture il compito di scandire lo spazio. Il legno costruisce così interni scenografici, dove variazioni di luce e direzione delle venature rendono leggibili i diversi piani.

Le finestre introducono nel rivestimento tagli attentamente calibrati. Nelle zone comuni le aperture sono ampie e si rivolgono direttamente verso le dune; nelle camere il paesaggio viene invece inquadrato con maggiore precisione. In una di esse, una lunga finestra orizzontale trasforma il landscape costiero in una sorta di fotogramma panoramico, accentuato dalla profondità dell’imbotte lignea.

Così come l’orientamento, anche l’apertura posta nella parte più alta dello spazio centrale ha una funzione ambientale, favorendo la ventilazione naturale attraverso la fuoriuscita dell’aria calda. Nei mesi più freddi la casa è invece riscaldata mediante un sistema radiante a pavimento.

Dune House nasce quindi da poche decisioni, ma molto nette: un involucro continuo, quattro nuclei disposti agli angoli, un centro illuminato dall’alto e aperture rivolte solo dove necessario. Il paesaggio diventa così una presenza selezionata dall’architettura, ora estesa all’intero campo visivo, ora racchiusa nel margine preciso di una finestra.