Leopold Banchini Architects trasforma una residenza privata in una scenografia sospesa fra laghi e montagne. Disegnata da un progetto dai tratti quasi metafisici
Un’ispirazione pittorica che si traduce in un’architettura minimalista, espressiva e al tempo stesso discreta per non sovrapporsi a un territorio di straordinaria bellezza. È l’anima segreta di Villa Montasser, una residenza privata affacciata sulle cime delle Alpi, in prossimità del Lago di Ginevra, che lo studio Leopold Banchini Architects concepisce traendo diretta ispirazione dalle opere del pittore svizzero Ferdinand Hodler e dal loro tema ricorrente, il riflesso delle montagne sui laghi svizzeri.
Per l’artista questo duplice paesaggio, la cui immagine è in continuo mutamento sotto l’azione del vento che increspa la superficie dell’acqua e i colori cangianti del cielo, era quasi un’ossessione. Un’ossessione riecheggiata dal progetto di Villa Montasser in un’architettura che enfatizza lo sviluppo orizzontale dell’edificio, riproducendo idealmente la linea di confine dove le montagne e le acque del lago si incontrano.
La facciata della villa, completamente priva di ornamenti e dettagli, assume così la funzione di contrappunto visivo alla natura che la circonda. Un’unica ampia vetrata si apre in corrispondenza di una piattaforma che sembra galleggiare sullo specchio d’acqua posto davanti al fronte principale della casa, incorniciando come in un quadro la vista panoramica sul lago e le Alpi.
La compresenza di questi due elementi – il massiccio volume della villa e la piscina che corre parallelamente alla sua facciata – riproduce come un calco il leitmotiv dei quadri di Ferdinand Hodler, traducendoli in un continuo dialogo tra l’architettura e l’ambiente.
Elemento simbolico distintivo è la presenza di una grande roccia portata a valle dallo scivolamento dei ghiacciai, che riposa quietamente nello specchio d’acqua alla base dell’edificio. Un elemento che, in unione con la superficie riflettente della piscina e la facciata, enfatizza l’armonia visiva tra l’edificio e il mondo naturale riportandola a un’unità materiale e simbolica.
Il progetto della villa adotta una rigorosa pianta rettangolare che si sviluppa su tre livelli. Gli spazi abitativi principali, collocati al piano terra, si aprono liberamente alla vista sul paesaggio. Al livello inferiore, le camere da letto sono affacciate su un patio conchiuso dove un bacino di raccolta dell’acqua piovana riflette la luce all’interno, una scelta che non solo garantisce la privacy ma crea suggestivi giochi di luce proiettati sulle pareti.
Il rigore del progetto architettonico è ugualmente riprodotto in quello d’interni, dove la spoglia espressività del cemento gioca in contrappunto con il legno che riveste ampi frammenti di pareti e soffitti. In legno è anche la presenza iconica di una scala a chiocciola, che fungendo da baricentro virtuale della villa pone in connessione i suoi due livelli.