ARCHITETTURA
Luci del grande nord

Tra le nevi della Lapponia, in un paesaggio da fiaba, lo studio finlandese Takkunen traduce
in linee e volumi l’essenza del design nordico: sobrio, funzionale, ma profondamente emotivo

All’alba, i primi raggi di sole sfiorano il lago e penetrano nelle ville attraverso alte finestre: la luce limpida della primavera, il sole di mezzanotte in estate, il fogliame infuocato dell’autunno e il tenue crepuscolo blu dell’inverno. E quando la luce filtra tra gli abeti e si riflette sulle grandi superfici vetrate, il paesaggio innevato sembra entrare nelle case.

È questo il principio ispiratore di Joiku Ski & Lake Chalets, complesso residenziale progettato dallo studio Takkunen con un chiaro obiettivo: costruire una serie di abitazioni immerse nel paesaggio, creando una continuità tra scenario naturale e calore domestico. Siamo ad Äkäslompolo, villaggio lacustre nella Lapponia finlandese. È qui che sorgono questi chalet concepiti per turisti, sciatori e professionisti in cerca di un luogo magico dove lavorare o semplicemente rallentare.

la vera magia si compie in inverno, quando la luce radente prima accarezza la neve e poi si diffonde nello chalet come una trama dorata

Disponibili in quattro diverse dimensioni, gli chalet sono tutti organizzati su due livelli e pensati per coniugare funzionalità, comfort e spirito nordico. Le zone giorno a doppia altezza si aprono verso le colline e il lago, mentre le cucine a pianta aperta invitano alla convivialità. Le camere da letto al piano superiore offrono privacy, mentre la sauna e la spa al piano inferiore si estendono naturalmente all’esterno, fino alla terrazza o a un tuffo nel lago.

Tra le differenti tipologie abitative, spicca The House of Northern Lights. Un rifugio contemporaneo dalle forme archetipiche, dove il tetto a due falde, l’alternanza tra pieni e vuoti e le facciate rivestite in legno scuro reinventano secondo il gusto scandinavo l’immaginario dello chalet tradizionale, mentre un’imponente vetrata alta sei metri si apre come una quinta teatrale verso il paesaggio, diventando una sorta di enorme quadro in divenire.

Questa villa indipendente, capace di accogliere fino a nove persone e dotata anche di una vasca idromassaggio open air, rappresenta il fulcro della visione architettonica del team di Takkunen, che vi ha plasmato uno spazio domestico in cui la semplicità formale si fa linguaggio progettuale.

La fusione tra interno ed esterno è totale. Una volta varcato l’ingresso, il progetto d’arredo curato da Finnish Design Studio interpreta con sensibilità l’idea di un lusso discreto e senza tempo.

Un’imponente vetrata alta sei metri si apre come una quinta teatrale verso il paesaggio, diventando una sorta di enorme quadro in continuo divenire

Su un fondo che combina in maniera equilibrata superfici lignee dalle venature calde, parti intonacate e toni neutri – beige, sabbia, miele – si innestano mobili e complementi in linea con l’estetica minimalista nordica, tra pezzi di designer della scena attuale e classici dal valore iconico. 

L’illuminazione gioca un ruolo chiave nel definire l’atmosfera: l’applique Cobra di Gubi, un cult degli Anni 50 firmato Greta Magnusson, dialoga con le lampade a sospensione Nelson Saucer Bubble, disegnate da George Nelson nello stesso decennio, e con i lampadari in legno di Secto, emblema dell’artigianato finlandese.

Quanto al resto dell’allestimento, si può notare come elementi quali il tavolino da caffè Slit Wood di Hay e la lampada da parete Ambit di Muuto introducano accenti scuri e dettagli tattili che danno vita a contrasti sofisticati rispetto all’abbondanza di tinte chiare.

Nell’insieme, il risultato è un ambiente raffinato e casual, elegante ma disinvolto, impreziosito da texture ricche e tessuti invitanti: basti uno sguardo al soggiorno, dove le linee morbide e giocose delle poltrone Margas LC2 di &Tradition si abbinano a pelli di pecora islandesi Sibast, che accentuano il senso di intimità.

In estate, le ampie vetrate incorniciano i boschi e le montagne di Ylläs. Ma la vera magia si compie in inverno, quando la luce radente prima accarezza la neve e poi si diffonde nello chalet come una trama dorata.

E dalla terrazza esterna, il fuoco acceso offre un centro di gravità per vivere all’aperto anche nei mesi più freddi: un ritorno alla dimensione ancestrale del focolare, rivisitata con rigore contemporaneo.

Questo articolo è estratto da The Book 29. Sfoglia il magazine