CASE
Townhouse a Lisbona 

Tanto legno, calce naturale e piccole stanze, ognuna con una funzione precisa. McLean Quinlan Architects ridefinisce gli interni di una villa a schiera rifuggendo l’open space in favore di zone a misura di famiglia

“La casa era sovradimensionata e priva di connessione tra gli ambienti, e volevamo riportarla a una dimensione molto più morbida e domestica. Il progetto è diventato un esercizio di attenta definizione di momenti dedicati alla vita familiare: spazi in cui stare insieme, lavorare, giocare e rilassarsi”. Così introduce la ristrutturazione di questa townhouse a Lisbona Will Mouland, Associate Architect e Project Lead di McLean Quinlan Architects. In poche parole il progettista riesce a riassumere l’essenza dell’intervento, che ha creato un’abitazione a misura di famiglia senza effetti speciali o soluzioni strillate.

Gli spazi della casa a schiera nascevano dall’unione di differenti unità accorpate negli anni ’90. Pertanto c’erano piano sfalsati e finiture disomogenee; il proprietario – fondatore do un azienda di wellness – ha richiesto esplicitamente che ci fossero tanti ambienti intimi invece di grandi open space e un’area dedicata al benessere psicofisico.

Continua Will Mouland: «Il wellness non è stato un elemento aggiunto in un secondo momento, ma il vero principio organizzativo dell’intera casa. I materiali naturali sono stati fondamentali per raggiungere questo obiettivo: il legno, la pietra e la calce possiedono una calma intrinseca. Sottili riferimenti ai materiali portoghesi hanno contribuito a radicare il progetto nel suo contesto, senza tuttavia risultare troppo letterali»

La townhouse è organizzata su tre livelli. Al piano terra si trova la parte dedicata alla cura di corpo e mente, con una sala massaggi, una sala yoga, una palestra dalla luce morbida, una doccia emozionale e una sauna in abete. Le finestre su strada sono dotate di tende oscuranti per garantire la privacy dei proprietari.

Al primo piano si trova la zona principale. Pareti in legno e schermature lamellari definiscono ambienti e percorsi, a partire dall’ingresso dove spicca l’opera di Anish Kapoor, un disco rosso riflettente installato a muro. Ampie soluzioni di contenimento integrate sono state distribuite in tutta la casa per mantenere gli ambienti ordinati e privi di ingombri.

A questo livello si trovano una sala TV e svago, una sala giochi, la biblioteca e l’home office. Ovviamente anche la cucina, spostata in modo da affacciarsi sul giardino grazie ai nuovi infissi in alluminio tutto-vetro.

Una scala centrale in abete duglas conduce al secondo piano, con quattro camere da letto e altrettanti bagni. Il principale è in microcemento e ricorda una spa, mentre gli altri hanno rivestimenti più domestici in ceramica bianca.

La ristrutturazione ha anche permesso di ricavare un piccolo appartamento indipendente all’ultimo piano, pensato per accogliere parenti e amici.