LIGHTING
La materia della luce

Il Bronzetto, Masiero, Matlight Milano. Tre differenti interpretazioni danno forma a lampade che affidano la propria forza espressiva ai materiali

Nella progettazione di un corpo illuminante, il materiale determina il modo in cui la luce viene riflessa, filtrata, diffusa o assorbita, ma anche la percezione dell’oggetto quando la sorgente è spenta. Metallo, vetro, pietra e altre finiture diventano quindi parte di un progetto che lavora sulla superficie tanto quanto sulla forma. Il Bronzetto, Masiero e Matlight Milano utilizzano materiali pregiati e lavorazioni specifiche per dare vita – con tre risultati molto differenti, ma tra loro affini – una relazione tra luce, materia e spazio.

Nel lavoro di Il Bronzetto, la materia coincide con una lunga esperienza nella lavorazione artigianale del metallo e trova nella linea Canneté un’espressione particolarmente significativa. La collezione, sviluppata con Angelo Mammoliti, mette in dialogo l’ottone con il vetro cannettato, affidando proprio alla superficie il compito di definire la presenza dell’apparecchio. La texture ritmata del vetro modifica la percezione della sorgente e contribuisce a una diffusione morbida della luce, mentre l’ottone introduce una componente più tattile e riflettente. Il risultato nasce dunque dall’interazione tra due materiali con caratteristiche differenti, attraverso attraverso prove e attente correzioni in bottega.

Con la collezione Nappe, Masiero lavora invece sulla combinazione di superfici e finiture all’interno della forma riconoscibile che le dà il nome. La versione da tavolo portatile disegnata da Marco Zito accosta una struttura in metallo verniciato a dettagli in oro spazzolato, un diffusore in smokey Pyrex e una base circolare in metallo con finitura dorata. La scelta dei materiali definisce una sequenza di superfici differenti: il metallo verniciato della struttura, il vetro trasparente e fumé che lascia emergere la componente luminosa, mentre le finiture dorate introducono riflessi più caldi e puntuali. Anche le quattro combinazioni disponibili – Total Black, Total White, Mixed Cold e Mixed Warm – intervengono sulla percezione complessiva dell’oggetto, modificando il rapporto con lo spazio e luce.

Con Fabula, Matlight Milano porta la ricerca sulla materia su un piano ancora diverso, facendo della pietra stessa la superficie luminosa. La sospensione utilizza una lastra di alabastro, materiale naturale caratterizzato da venature, trasparenze e variazioni cromatiche, retroilluminata attraverso un sistema sviluppato dall’azienda. Un pannello in PMMA rasterizzato guida e diffonde la luce del led sull’intera superficie, evitando la percezione di punti luminosi. La lastra è racchiusa da un sottile profilo in bronzo satinato, che crea un ulteriore e affascinante contrasto.

Tre approcci diversi mostrano così come la superficie possa diventare uno degli strumenti progettuali attraverso cui definire un corpo illuminante, dalla forma alla qualità diretta della luce e del suo rapporto con l’ambiente.