CASE
L’ordine ritrovato

A San Sebastián, Pergamo Studio riorganizza un attico storico nell’Área Romántica. E affida ad assi, simmetrie e a un nuovo volume ligneo il compito di ristabilire la continuità degli interni

Prim è un attico di circa 100 metri quadrati nell’Área Romántica di San Sebastián, nei Paesi Baschi. Occupa l’ultimo piano di un edificio di Francisco Urcola, figura importante dell’architettura spagnola del primo Novecento. Lo studio Pergamo ne ha ricostruito l’ordine: assi, proporzioni, simmetrie e rapporti visivi sono diventati gli strumenti per restituire continuità a un appartamento frammentato.

Infatti, prima dell’intervento, la casa era divisa in stanze autonome, con un lungo corridoio e la cucina in posizione periferica. Il progetto rivede questa logica, portando le funzioni comuni verso il centro e riducendo al minimo gli spazi distributivi.

Un grande volume ligneo concentra cucina, accessi e parte dei servizi. Rivestito in rovere dalle tonalità scure, l’elemento attraversa la casa assumendo di volta in volta funzioni diverse, ma mantenendo una presenza continua e riconoscibile. Porte, armadiature e superfici attrezzate sono così assorbite in un unico sistema.

Questa nuova infrastruttura interna, dichiaratamente contemporanea, consente all’appartamento di recuperare maggiore chiarezza compositiva. Gli assi visivi sono rafforzati, le aperture tornano a costruire relazioni tra gli ambienti e le simmetrie esistenti diventano parte attiva del progetto.

Il resto del lavoro riguarda la luce. Soffitti e pilastri restano a vista e la luce ne mette in evidenza le forme. Al posto delle modanature, grandi raccordi curvi nel soffitto accompagnano il passaggio da una stanza all’altra e gli specchi allungano alcune prospettive.

La palette, ridotta, è fatta di materiali naturali. Ai toni profondi del rovere si affiancano pavimenti in legno e pareti calde, scelti in relazione alla pietra calcarea che caratterizza parte dell’architettura di San Sebastián.

Gli arredi sono pochi: opere d’arte, mobili e oggetti di epoche diverse occupano le stanze ma senza riempirle, così le proporzioni degli ambienti e la successione delle viste restano leggibili.