Percorsi fluidi, arredi su misura e opere d’arte definiscono Villa Vivaldi. Una residenza progettata da Paolo Frello & Partners tra rigore geometrico e ricerca sui materiali
Villa Vivaldi, progettata dallo studio Paolo Frello & Partners, si sviluppa attraverso una successione di ambienti, nella quale ciascuno prende forma a partire dal precedente. Le soglie segnano il passaggio da una stanza all’altra, luce e materiali cambiano lungo il percorso, architettura e interior design seguono un unico disegno. Il linguaggio è essenziale, fatto di geometrie rigorose e di percorsi fluidi.
All’ingresso, un volume cilindrico rivestito in doghe di rovere e pergamena retroilluminata distribuisce il passaggio tra giardino, garage e abitazione. Da questo elemento prende origine la scala principale, uno dei punti caratterizzanti della villa. Pedate in legno massello, ancorate alla parete strutturale, sono accostate a un parapetto in cristallo a tutta altezza. Una soluzione che alleggerisce visivamente la composizione e mantiene aperte le visuali tra i diversi livelli della casa.
La zona giorno ruota attorno a una grande libreria curva progettata su misura. La sua geometria accompagna la parete e definisce il rapporto con il divano semicircolare di Gallotti & Radice. Le grandi vetrate scorrevoli aprono il living verso il giardino e, sul lato opposto, verso la sala da pranzo, portando la luce naturale in profondità.
La scelta dei materiali contribuisce a costruire un ambiente sofisticato ma misurato: essenze lignee, ottone, vetro e superfici riflettenti si alternano senza appesantire gli spazi. Nella sala da pranzo, il tavolo progettato su disegno con piano in cristallo retro-smaltato verde si accosta alle sedute Cassina di Mario Bellini, mentre il lampadario Vibia introduce un elemento luminoso sospeso. La cucina è un volume compatto in nero opaco e acciaio con paraschizzi specchiato, traccia di un attento equilibrio tra precisione tecnica e ricerca materica.
Lungo il percorso domestico trovano posto opere di Dadamaino, Agostino Bonalumi, Piero Dorazio, Fausto Melotti, Valerio Adami, Marinella Senatore e Luca Pignatelli, alternate a lampade d’autore e vasi scultorei che contribuiscono a scandire gli spazi.
Al piano superiore il progetto cambia registro. Gli ambienti diventano più raccolti e sono caratterizzati da armadiature rivestite in tessuto, boiserie in legno, gres Mutina e superfici continue. La suite padronale punta sulla profondità e sulla precisione dei volumi, mentre la seconda camera introduce tonalità più chiare, un mosaico esagonale e una scala elicoidale completamente bianca che conduce al piano mansardato.
Le due scale assumono allora funzioni e caratteri differenti: quella principale organizza la struttura della villa, mentre la seconda aggiunge un elemento più dinamico al percorso interno.
La continuità del progetto si estende anche all’esterno. Il living sotto la pergola prosegue gli ambienti interni verso il giardino, mentre la piscina, progettata su misura, riunisce area relax, corsia per il nuoto e piattaforme prendisole all’interno di una geometria precisa.