Un corpo luminoso che espande i confini degli spazi. Ango Lare è un progetto di Boccamonte che prosegue la ricerca di Luisa Castiglioni sulle forme e le prestazioni dei corpi illuminanti
Nel segno grafico, fisico, espanso di Luisa Castiglioni. Ango Lare è un progetto di Boccamonte -piattaforma di design, ospitalità e produzione culturale fondata da Maddalena Scarzella e Matteo Petrucci – che nasce da una riflessione sul rapporto tra luce, spazio e architettura.
La sua origine risale a una soluzione introdotta da Luisa Castiglioni all’inizio degli Anni 60 nelle case da lei progettate a Bocca di Magra, in Liguria, oggi parte di Boccamonte: tubi fluorescenti lasciati a vista, uno appoggiato a ponte sopra il vano d’ingresso e un altro disposto ad angolo sopra uno specchio.
La luce diventava così un segno fisico nello spazio, oltre ad assolvere la propria funzione illuminotecnica.
“Luisa Castiglioni amava ribadire che, in architettura, ciò che è giusto è onesto. Cerchiamo di applicare spesso questa pulizia di pensiero a diverse scelte progettuali, anche in ambiti molto diversi” – Boccamonte
Da queste intuizioni nasce Ango Lare: due triangoli specchianti, incernierati tra loro, aderiscono alle pareti convergenti di un angolo a 90 gradi. Un led a ponte proietta la luce sugli specchi, ridisegnando ed espandendo il limite fisico della stanza.
Il nome intreccia la dimensione architettonica dell’angolo con la figura del “lare”, divinità tutelare della casa venerata dagli antichi Romani. Attraverso la riflessione, il corpo luminoso espande i confini dell’ambiente e apre un nuovo spazio di transizione.
Realizzato in acciaio inox 316, alluminio composito, acciaio inox 316 lucidato a specchio, PLA rinforzato con fibra di carbonio, plexiglas e silicone, Ango Lare integra una striscia led da 3000 K – luce calda – dimmerabile manualmente.