ARCHITETTURA
Cayucos Ridge Barn

Tra i vigneti e i boschi della California, Clayton Korte reinterpreta la tipologia del fienile americano. Con una rilettura che prende forma attraverso legno e acciaio corten

Adagiato sulle colline della costa californiana, Cayucos Ridge Barn è un edificio agricolo di servizio ai vigneti di Saxum Vineyards. Progettata dallo studio Clayton Korte, la costruzione reinterpreta il tradizionale fienile americano attraverso un volume allungato, coperto da un tetto a due falde e rivestito in acciaio Corten. Forma e materiali qui traducono le esigenze del lavoro agricolo in un rapporto misurato con il paesaggio.

Il fabbricato sorge sul margine orientale del vigneto, tra i filari e un bosco di querce. Il suo sviluppo longitudinale segue questa linea di confine, mentre la tonalità bruno-rossastra dell’involucro richiama i colori della terra e della vegetazione. In questo modo, la sagoma tipicamente rurale dell’edificio trova una collocazione armonica nel contesto.

I circa 400 metri quadrati ospitano macchinari, contenitori per la raccolta dell’uva, utensili e spazi per le lavorazioni stagionali. L’interno privilegia ambienti ampi e flessibili, accessibili da grandi aperture a ovest e portoni scorrevoli alle estremità. Verso il vigneto, il tetto si prolunga in un aggetto che ripara un portico e protegge le aperture dal sole pomeridiano.

Il sistema costruttivo è determinante per il carattere dell’edificio. All’interno, la struttura portante in legno rimane esposta. Qui la successione delle travature e l’inclinazione delle falde rendono leggibile l’ossatura della costruzione. All’esterno, lamiere grecate in Corten avvolgono pareti e copertura, restituendo un’immagine compatta e unitaria.

La trama del legno e la continuità della superficie metallica offrono due letture complementari dello stesso organismo architettonico. L’acciaio è destinato a mutare tonalità nel tempo, mentre i pannelli di compensato grezzo degli interni dichiarano il carattere operativo degli spazi.

I portoni scorrevoli impiegano elementi recuperati da precedenti lavorazioni della cantina. “Abbiamo scelto materiali che richiedessero poca o nessuna manutenzione, invecchiassero con dignità e riflettessero i ritmi naturali del paesaggio”, spiega Brian Korte, responsabile del progetto.

Le strategie ambientali seguono la stessa economia di mezzi. L’edificio è autonomo dalla rete elettrica grazie ai pannelli fotovoltaici sulla copertura e alle batterie di accumulo. Le chiusure sezionali con inserti traslucidi in policarbonato lasciano filtrare la luce naturale negli ambienti di lavoro, mentre il portico contribuisce al controllo dell’irraggiamento.