ARCHITETTURA
Casa LL

Un progetto di architettura, a opera di studio PAN, valorizza lo spazio aperto di un’abitazione – lasciato vuoto – grazie all’uso calibrato di luce e superfici materiche volutamente allo stato grezzo

A Milano, sul margine sud della città, Casa LL nasce dalla trasformazione in residenza privata di uno stabile postmoderno a uso uffici. Il progetto di PAN Filippo Cattapan e Davide Macchi architetti si misura con la struttura preesistente ribaltandone il senso: non più sequenza di ambienti funzionali, ma un organismo in cui lo spazio diventa materia viva e la luce il suo principale strumento compositivo.

Il progetto trova la sua essenza nel vuoto. Non sul pieno, non sulla decorazione, ma sulla valorizzazione dello spazio aperto tra i solidi, modellato dalla luce e da materiali lasciati volutamente allo stato grezzo. Interventi strutturali profondi hanno permesso di ampliare volumi già generosi e moltiplicare l’apporto di luce naturale, generando condizioni spaziali sorprendenti: altezze fino a sette metri, una volta a botte, volumi piramidali e prismatici, sfere, porzioni di cilindro.

Il progetto trova la sua essenza nel vuoto. Non sul pieno, non sulla decorazione, ma sulla valorizzazione dello spazio aperto tra i solidi

Esattamente metà dell’abitazione è un grande open space dal carattere quasi sacro: una stanza altissima e profonda, priva di una funzione specifica. Una balaustra scultorea e riflettente la avvolge parzialmente, e guida lo sguardo – e il passo – fin sotto la volta.

L’altra metà dell’edificio si articola invece in una costellazione di volumi compatti e intrecciati, ciascuno con la propria forma: spazi raccolti che ospitano tutte le funzioni domestiche – cucina, zona notte, bagno, living – a servizio e completamento del grande ambiente principale. Le stanze del primo piano, dalle sezioni piramidali, si prolungano idealmente verso l’infinito attraverso lucernari reali o illuminazioni che ne simulano l’effetto, perforando la volta esistente.

Gli elementi che definiscono i vuoti – pareti e arredi fissi – sono bianchi, per delineare con chiarezza i volumi attraverso il chiaroscuro. Solo qualche tocco di colore – i divani verdi, il tavolo e le sedie nei toni del rosso e dell’arancione – spicca nello spazio nudo.

La luce è regista del progetto. Quella naturale e quella artificiale si alternano, si inseguono, e trasformano continuamente la percezione dello spazio. L’acciaio, in dialogo con i vetrocementi preesistenti, introduce riflessi morbidi, quasi pittorici.

Accanto alle grandi lamiere calandrate convivono poi materiali diversi: compensato di pino cileno per gli arredi degli spazi intimi, calcestruzzo prefabbricato per la cucina, beola verde per il bagno, parquet industriale per la zona notte, microcemento per il living, ghiaia e grigliato metallico per l’esterno. Tutti i materiali sono usati allo stato grezzo, senza coloriture, preservando la loro texture naturale: in questa casa il legno è legno, l’acciaio è acciaio, il cemento è cemento.

Casa LL è un esercizio di sottrazione e controllo, dove la radicalità delle scelte materiche e spaziali si traduce in un equilibrio sottile tra monumentalità e domesticità. Un luogo che, pur nella sua astrazione, riesce a farsi casa.