I temi del recupero di memorie ancestrali e quello del riutilizzo sono i fili conduttori di Casa Uno, una residenza privata con cui Claclà Taller de Arquitectura esplora il rapporto tra passato remoto e modernità
Occultare il costruito nella topografia del territorio è una strategia che risponde a diversi obiettivi, funzionali, energetici e formali. Ma con Casa Uno, una residenza privata nei suburbi agricoli della città di Ensenada, in Messico, Claclà Taller de Arquitectura sposa una poetica progettuale che non solo coniuga questi tre aspetti ma si rifà alle reminiscenze più ataviche della nostra storia, quando necessità di protezione e sicurezza spinsero i primi uomini a cercare riparo nelle formazioni naturali scavate dagli elementi.
Ed entrare in Casa Uno, che si apre come una fenditura nelle pendici di una collina, dà una sensazione molto simile a quella di esplorare una caverna con i suoi spazi avvolgenti, le sue penombre e tagli di luce, le sue aperture incastonate nella roccia che permettono di osservare senza essere visti. In voluto contrasto con questa ispirazione, per crearne le atmosfere, il progetto ha utilizzato uno dei materiali da costruzione per eccellenza creati dall’uomo, il calcestruzzo, qui caratterizzato da una particolare pigmentazione che emula i colori della terra.
Per plasmarne le forme e la particolare texture superficiale, caratterizzata da una trama liscia e lucida percorsa da solchi e linee irregolari che evocano l’azione del tempo e degli elementi, è stato impiegato un particolare sistema di casseri in plastica e legno che, una volta assolto il loro compito, sono stati riutilizzati per l’isolamento delle murature perimetrali e le carpenterie della casa.
Proprio il riuso è parte dell’approccio progettuale orientato alla minimizzazione dell’impronta ambientale di Casa Uno, non solo in fase di costruzione ma anche di utilizzo. Così, per mimetizzarne l’impatto sul territorio, le pendici della collina interessate dagli scavi sono state interamente ripristinate a verde utilizzando vegetazione autoctona, una scelta che ha a sua volta messo al centro del progetto un altro tema di notevole rilievo ambientale, quello della gestione delle risorse idriche. A questo scopo, tutta l’acqua consumata per le esigenze domestiche viene riutilizzata attraverso un sistema di recupero passivo integrato, che consente il reimpiego per l’irrigazione.
A sovrastare il livello abitativo principale di Casa Uno è una grande area outdoor ricavata su un terrazzamento della collina, parzialmente riparata da una struttura in legno e vetro che si fonde con discrezione nel paesaggio offrendo agli ospiti uno spazio lounge da cui ammirare il panorama, e dotata di una invisibile piscina a sfioro. Il suo aspetto grezzo ricerca un voluto effetto inconcluso e storicizzato, che contribuisce a rendere anche le strutture più evidenti della residenza parte di un territorio in cui la presenza dell’uomo è ancora rarefatta.