ARCHITETTURA
Car Collector House by BIG

In Danimarca, BIG progetta una casa a spirale con una galleria per esporre la collezione di auto dei clienti. Trasformando le superfici vetrate in una componente dell’architettura

Può una superficie vetrata diventare la forma stessa dell’architettura? A Gug, in Danimarca, BIG risponde a questa domanda con Villa Gug, una lunga sequenza spaziale che si avvolge su se stessa, seguendo la pendenza del terreno e racchiudendo un giardino centrale. La grande facciata vetrata che accompagna la curva dell’edificio non si limita ad aprire l’involucro verso il paesaggio: ne segue la geometria e contribuisce a definirne la forma.

“A volte bisogna fare qualcosa di folle e audace”, racconta l’imprenditore Mads Peter Veiby, “altrimenti il mondo sarebbe un posto molto noioso in cui vivere”. La casa che Veiby ha fatto costruire è certamente originale. Progettata da Bjarke Ingels e dal suo team, Villa Gug presenta una forma drammatica e scultorea in un paesaggio aperto e coinvolgente. Ma è anche una risposta ponderata alle esigenze della famiglia.

“Le richieste erano molte”, ricorda il proprietario. “Siamo una famiglia di quattro persone, quindi la casa deve essere abitabile e pratica. E per noi è bello vivere insieme alle auto. Amo le macchine e le considero arte a tutti gli effetti, tanto quanto una scultura o un quadro”. Le auto in questione sono di per sé bellissime. Vari modelli di Porsche e Ferrari che potrebbero essere di livello museale, ma che Veiby e la sua famiglia usano regolarmente. Così, invece di nascondere le auto in un bunker, Veiby voleva che la collezione fosse integrata nel design della casa.

La soluzione è una fusione di garage e abitazione, ideata da Ingels: “Qui, in cima a una collina, dove i ragazzi del posto vanno a sciare con lo slittino d’inverno, lui voleva che le sue auto fossero una parte visibile e attiva dell’esperienza abitativa”. Ingels ha così sviluppato la forma della casa partendo dall’idea di un lungo nastro, con il garage per le auto da un lato e il soggiorno principale dall’altro, per poi attorcigliarlo in un anello che sale gradualmente verso l’alto fino a quando la sommità dell’anello poggia sulla propria base e sul proprio inizio.

Le auto si trovano vicino all’ingresso, dove una parete di vetro guarda verso il cortile interno. Un corridoio continuo lungo il retro dell’edificio collega uno studio, una palestra, le camere da letto e altri spazi man mano che l’anello sale dolcemente, con ciascuno di questi ambienti che guarda verso il cortile. Alla fine, questa promenade architecturale conduce al soggiorno di generose dimensioni con vista sulla valle. Ma anche qui ci sono collegamenti con il giardino e con una grande terrazza sul tetto posizionata sopra la porzione inferiore del nastro.

“È come una collana di perle”, spiega Ingels. “Dall’interno, gli spazi si aprono verso il giardino centrale offrendo viste sempre più ampie man mano che le stanze salgono la collina e iniziano a percepire gli orizzonti lontani oltre la linea del tetto. Le auto sono protette dall’esterno, ma visibili dal giardino attraverso gli spazi comuni e le camere da letto. Guardando fuori dalla camera, il proprietario può augurare la buonanotte alle sue auto prima di spegnere la luce”.

La parete vetrata assume così anche il ruolo di dispositivo che mette in relazione gli spazi della casa con un elemento della vita privata che abitualmente viene confinato in un ambiente di servizio. È proprio qui che il vetro assume un ruolo che va oltre quello di semplice chiusura trasparente. La grande facciata vetrata segue infatti la curva dell’edificio e ne accompagna senza soluzione di continuità l’andamento. La geometria della spirale rimane invariata, cambia la materia, non il disegno architettonico.

La trasparenza diventa così una condizione della stessa forma. Le grandi aperture rivolte verso il giardino permettono di leggere dall’interno la continuità del percorso e, allo stesso tempo, trasformano il paesaggio in una presenza costante. La continuità della villa e della sua superficie trova un ulteriore elemento caratterizzante nell’illuminazione zenitale. Il grande lucernario centrale, realizzato con una geometria organica e dimensioni fuori scala rispetto a una tradizionale apertura domestica, porta la luce all’interno attraverso la copertura.

Si tratta di un elemento progettato appositamente per questo intervento, con una struttura in acciaio e un vetro triplo di circa 3,5 metri. Infine, il tetto verde punteggiato da lucernari ammorbidisce il profilo di Villa Gug nel paesaggio e, sebbene l’edificio sia indubbiamente audace, mantiene una presenza delicata nella topografia del sito.

Questo articolo è estratto da Frames 2026

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