Tra body positivity e inclusività, il centro benessere Sense of Self invita le persone a rilassarsi e stare bene con il proprio corpo e quello altrui, senza divisioni e barriere
In un ex magazzino nella zona nord di Melbourne è nata la Sense of Self Bathhouse. Il progetto, firmato a più mani da Chamberlain Architects, Hearth Studio e Setsquare Studio, sfrutta gli spazi del vecchio edificio industriale per creare un ambiente luminoso e pieno di piante, concepito per il benessere e la cura del corpo “comunitaria”. I trattamenti e i bagni si fanno in gruppo, senza distinzione di sesso o età, per imparare ad accettare ed accettarsi in maniera empatica.
Le aree sono quelle di una “classica” Spa, ci sono un hammam e una sauna finlandese, piscine calde e fredde e un grande cortile centrale. È l’acqua la vera protagonista degli spazi, l’elemento che viene esaltato in quanto motore per la guarigione e il benessere. La presenza del verde sottolinea ulteriormente la sua capacità di donare la vita e ingentilisce le zone di trattamento in linea con il pensiero biofilico. Una palette di materiali semplici – cemento, marmo travertino, roccia arenaria, cotto – definisce lo stile naturale della Sense of Self Bathhouse ed è stata individuata per consumarsi lentamente nel tempo, segnandone lo scorrere. Vetri satinati e tende di tessuto moltiplicano i riflessi della luce proveniente dalle grandi finestre con struttura in ferro e dell’acqua rendendo tutto più etereo, mentre i colori sabbiati e terrosi invitano istintivamente a rallentare e godere del proprio tempo.
Gli architetti hanno lavorato in sintonia, concentrandosi sulla creazione di un ambiente che fosse adatto a “qualsiasi corpo”, senza divisioni o limitazioni, senza barriere, provando a definire un nuovo modo di interpretare il bagno pubblico. Non ci sono separazioni in base al sesso o all’abilità fisica, gli spogliatoi e i servizi igienici sono comuni, i trattamenti sono disposti in sequenza così da invitare le persone a utilizzarli istintivamente nella corretta successione.
«Sense of Self è stata un’opportunità per esplorare il rapporto tra il corpo nudo (o quasi) e lo spazio, invita gli ospiti a connettersi in maniera istintiva con l’intorno e quindi con il mondo intero. Oltre la solita definizione di wellness, spesso legata alla possibilità di godere di trattamenti in solitudine all’interno di spazi bianchi e poco materici, abbiamo creato qualcosa di empatico che suggerisse il senso di “comunità del benessere”, di accettazione e di ristoro. Abbiamo dato vita a interni immersivi, tattili, materici, da vivere».