INTERVISTE
Norm Architects

Gli uffici nel cuore antico di Copenhagen, una profonda passione per la modernità scandinava
e la ricerca di un equilibrio perfetto tra esigenze del vivere contemporaneo e contatto atavico
con la natura. Questa la carta di identità di Norm Architects, progettisti dalla mano delicata
che disegnano spazi e oggetti fuori dal tempo

Fondato nel 2008, lo studio Norm Architects si occupa di creatività a tutto tondo, spaziando dal design di prodotti a quello degli interni, dall’architettura alla grafica, fino all’art direction e alla fotografia. In ogni campo, il lavoro del team si muove in equilibrio perfetto tra eleganza e sobrietà, tra ordine e complessità.

«La nostra filosofia “Soft Minimalism” è caratterizzata da un’attenzione delicata ai materiali, alla scala, al suono e, prima di tutto, alle persone. Non siamo solo progettisti: siamo ascoltatori e narratori» raccontano dallo studio. Senza mai cedere alle mode passeggere o all’affannosa, quanto fugace, ricerca della teconlogia, affondano le loro radici nella tradizione del nordic design, ibridato dal contatto con culture altre, su tutte quella affascinante e secolare del Giappone. «Il nostro lavoro è tagliente, nitido e trasuda, tacitamente, la nostra attenzione alla qualità, ai dettagli e alla durata. La nostra maggiore competenza sta nel trovare l’equilibrio, quando non c’è più nulla da aggiungere o da togliere».

Da cosa prendete ispirazione e quali sono i vostri Maestri?

Quando abbiamo aperto lo studio abbiamo passato un anno intero a discutere la direzione giusta da prendere. Ci siamo resi conto di essere minimalisti in tante differenti sfumature, che volevamo proporre un modo di vivere e lavorare senza fronzoli ma, allo stesso tempo, abbiamo pensato che la parola minimalismo non avesse un’accezione completamente positiva. Così abbiamo scritto un saggio dal titolo “Soft Minimalism”, nel tentativo di dare nuova sostanza al concetto. La tesi è che si può avere una vita semplice, si possono decorare gli interni in modo semplice, si possono fare oggetti semplici, ma se si usano materie prime di buona qualità si riesce ad avere molto carattere. Abbiamo sede nel cuore di Copenhagen, troviamo ispirazione dal contesto in cui siamo immersi e guardiamo molto al design scandinavo. Cerchiamo un’ estetica senza tempo, proviamo a utilizzare unicamente materiali naturali, teniamo fede ai principi modernisti riguardanti la sobrietà e la raffinatezza che, insieme, aiutano a stimolare i sensi e accrescono il benessere. Le nostre fonti di ispirazione sono i maestri del Nord: Arne Jacobsen, Alvar Alto, Jørn Utzon, Bo & Wohlert, Vilhelm Lauritzen. Guardiamo anche al Movimento Moderno europeo attraverso le figure di Adolf Loos e Mies van der Rohe, amiamo molto Carlo Scarpa. In una prospettiva più ampia abbiamo approfondito lo studio del modernismo mid-century negli USA e in Brasile, ci siamo appassionati alla cultura tradizionale giapponese e a movimenti novecenteschi come The Shakers o Arts & Crafts. Siamo ispirati dalla bellezza della natura, dalla scienza, da qualunque cosa ci colpisca. Le nostre suggestioni sono tanto varie quanto complesse.

Come definireste il vostro stile? Quali sono i capisaldi del vostro processo creativo?

Per noi il design consiste nell’eliminare il superfluo per enfatizzare l’importante, che si tratti di progettare edifici, interni, mobili o di creare immagini. Desideriamo una comunicazione chiara, semplice e senza tempo. Il nostro principale obiettivo è soddisfare i bisogni umani. Disegniamo spazi che si concentrano sulle attività che devono ospitare, non ci interessa l’estetica priva di scopo. La bellezza deve avere una funzione, non deve essere vuota piacevolezza e proporzione. Non vogliamo inventare nulla di nuovo, pensiamo al design in termini evolutivi, tenendoci stretti alle tradizioni, applicando lentamente e ponderatamente piccoli miglioramenti per soddisfare le esigenze della società moderna. Invece di puntare su dettagli superflui e decorazioni che richiamano l’attenzione, ci sforziamo di “pulire” spazi e oggetti raggiungendo forme pure. La raffinatezza è per noi un forte mezzo espressivo. Il nostro lavoro consiste nell’ascoltare e capire i bisogni delle persone. Al di là delle tendenze e della tecnologia, il nostro obiettivo finale è l’artigianato, la qualità, i dettagli e la capacità dei materiali di resistere alla prova del tempo.

In questo periodo l’interior e l’architettura guardano molto al design nordico, concetti come l’hygge o trend come il japandi sono sulla cresta dell’onda. Vi sentite interpreti di questa tendenza e, in generale, che cosa ne pensate?

Non ci sforziamo di lavorare con qualcosa che sia per forza considerato trendy o alla moda, ma cerchiamo di concentrarci su idee architettoniche che siano il più possibile universali. Architetti e designer si trovano costantemente di fronte alla realtà del tempo. L’atemporalità è un concetto intangibile, l’architettura e il design possono certamente avere una lentezza, una capacità di lavorare con il tempo piuttosto che contro di esso.

Friluftsliv è un concetto che non esiste nell’Europa mediterranea. Come lo riassumereste e come a vostro avviso si può applicare al progetto? La Fjord Boat House guarda forse in questa direzione?

Il concetto di friluftsliv riguarda le attività all’aperto. Può svolgersi in città, in campagna, nell’aria o nell’acqua. Il friluftsliv dovrebbe essere divertente e pertanto è espressione di tempo libero e contatto con la natura. È stato dimostrato che trascorrere del tempo “fuori” riduce lo stress, la depressione, l’ansia e la rabbia, rallentando la frequenza cardiaca e ripristinando un senso di calma e pace. È utile a migliorare l’umore, la fiducia e l’autostima. La natura ci parla. Il nostro desiderio di connetterci con essa si riflette nell’istintiva risposta positiva agli ambienti composti da materiali naturali e superfici vive, nel desiderio di avere luce solare negli interni. In architettura, le finestre e le trasparenze sono fondamentali, è necessario integrare l’outdoor attraverso vetrate che incorniciano le viste. In questo senso, più che una base per attività all’aperto, la Fjord Boat House è un posto perfetto per rallentare, rilassarsi, staccare dalla vita urbana. La vista aperta direttamente sul mare trasmette immediatamente serenità, la luce e il verde entrano negli spazi rendendo grande omaggio ai benefici e alle qualità della natura.

In generale, cosa bisogna tenere presente quando si progetta una casa? Le vostre abitazioni “interagiscono” molto con gli esterni, sono in armonia con la natura… Come ci riuscite?

Il nostro approccio si basa interamente sull’idea che gli spazi e i mobili dovrebbero, prima di tutto essere utili piuttosto che essere un mezzo di espressione artistica. I nostri principi di design umano-centrico sono radicati in un impegno senza compromessi per accogliere le persone piuttosto che trattarle come spettatori, mettendo continuamente in discussione la qualità nell’architettura e nel design. Si tratta di trovare l’essenza stessa della forma attraverso un linguaggio di design morbido, caldo e materico. Gli interni non appariranno mai vuoti se la struttura è composta da materiali caldi, che ingrandiscono con la luce e con lo spazio stesso. Oggi il maggiore problema è la separazione uomo-natura. Abbiamo quindi bisogno di nuove idee e architetture che ci riconnettano con il lato più selvaggio del mondo anche in contesti fortemente antropizzati. L’uomo è una specie fortemente adattabile, per questo non dobbiamo dimenticarci della natura e integrarla nelle nostre città, edifici e interni. Elementi come porte scorrevoli e grandi finestre uniscono in e outdoor, la luce, le piante, l’acqua e l’aria fresca trasmettono sensazioni positive di comfort e relax, mantenendo il nostro orologio biologico ben sincronizzato con il ciclo giorno-notte. Dalle case, agli uffici, agli ospedali, agli edifici educativi, aggiungere esperienze dirette nella natura può essere benefico per tutti. Le superfici vive, le sfumature morbide e calmanti ci fanno sentire a nostro agio. Ma l’architettura può dialogare con la natura anche in maniera meno diretta e più simbolica, attraverso l’utilizzo di colori della terra, di fibre come il cotone o il lino, della pietra, del legno. Il motivo per cui continuiamo a prediligere i materiali semplici è proprio la volontà di una connessione emotiva di base con la natura.

A che cosa si deve pensare quando si progetta uno showroom? Come conciliate le richieste della committenza con il vostro input progettuale?

Quando progettiamo uno showroom ci sforziamo di creare uno spazio basato su un concetto forte, con dettagli che le persone possano riconoscere e ricordare. Deve essere funzionale e contenere elementi di sorpresa; si tratta di trovare un equilibrio tra dettagli ad alto impatto visivo, la nostra espressività semplice e una narrazione forte che si allinei con le esigenze del brand.

Che cosa fa la qualità di un progetto? Qual è il vostro lavoro meglio riuscito?

Solo il tempo può dire se un progetto è ben riuscito o meno! Riteniamo l’orizzonte temporale sia ancora troppo ristretto per dire se i nostri lavori sono davvero buoni. Gli interni hanno più probabilità di durare quando spazio e oggetti sono strettamente correlati, quando tutti gli elementi rispondono a una precisa esigenza, quando ci sono le giuste proporzioni, quando il design è specchio dell’architettura e viceversa. Le icone che trascendono le mode sono caratterizzate da un linguaggio razionale che incarna la bellezza nella sua forma pura piuttosto che attraverso ornamenti superflui, il loro fascino non si esaurisce quando smettono di “fare tendenza”. Le forme organiche e morbide hanno senza dubbio un fascino più profondo.

Che cosa vi piacerebbe progettare che non avete ancora disegnato? Quali sono i vostri piani per il futuro?

Speriamo di fare più progetti legati all’universo dell’hospitality, pensiamo che l’equilibrio di progetto tra le funzionalità residenziali e la ricerca di una narrazione intrigante sia stimolante. Prevediamo di disegnare sempre più micro-abitazioni sostenibili, piccoli rifugi dal carattere straordinario nel cuore dei boschi, in dialogo diretto con un intorno incontaminato. Sfide come quelle delle cabin ci aiutano a migliorare costantemente il modo in cui pensiamo e costruiamo i nostri ambienti anche in altri contesti.