Il duo Lizée-Hugot riporta in vita il ricordo di una Parigi bohémien, frequentata da artisti, pulsante e libera. In un nuovo albergo a Montparnasse
In rue de la Grande Chaumière, sulla rive gauche di Parigi – nel sesto arrondissement – ha aperto i battenti il quattro stelle Hôtel des Académies et des Arts. All’interno di un edificio che è albergo da oltre un secolo, la struttura trasporta nel nuovo millennio l’allure artistica dello stabile e del quartiere. Qui, tra Saint-Germain-des-Prés e Montparnasse, negli anni della Belle Epoque vivevano e lavoravano gli artisti. Modigliani abitava in fondo alla strada e aveva lo studio proprio all’ultimo piano dell’hotel, Paul Gauguin frequentava un ristorante vicino, e in zona risiedevano anche Fernand Leger e Pablo Picasso.
Tra i vicoli e le piazze non era raro trovare le bancarelle dei “mercanti di colori” che vendevano oli e pennelli, oppure reclutare modelli di nudo per pochi spicci. L’Hôtel des Accadémies et des Arts ambisce a ricreare questa magica atmosfera con un progetto intriso di arte, per il quale gli architetti Stephanie Lizée e Raphael Hugot hanno lavorato a stretto contatto con artigiani e giovani creativi. L’albergo comprende 20 camere, un bar, un soggiorno conviviale e anche una piccola sala riservata agli studenti della vicina accademia o a chiunque desideri uno spazio raccolto per dipingere.
Quadri, schizzi e disegni sono sparsi ovunque, mentre tele, pennelli e colori sono offerti dai proprietari della struttura per sostenere, in maniera diretta, i giovani creativi. Nelle aree comuni vengono anche organizzate delle mostre ma, per vedere interventi permanenti, basta alzare lo sguardo al soffitto e ammirare gli affreschi a pastello di Frank Lebray. I tratti semplici e istintivi sono un omaggio al surrealismo e al cubismo, con forme che si fondono e si trasformano scivolando le une nelle altre.
Nero, verde e bronzo sono i materiali e i colori che definiscono gli interni, affiancati da un largo uso del legno scuro e lucido, come nel Café Atelier, arredato con tavolini e sgabelli in massello e con un grande tavolo conviviale dove vengono organizzati corsi e lezioni. Nelle camere ai piani superiori lunghi e alti scaffali di legno corrono lungo le pareti costellate di opere d’arte: disegni, nudi, foto d’epoca e ceramiche. In alcune stanze i letti sono ospitati in alcove di quercia, in altre sono circondati da arazzi in seta. I bagni in cotto smaltato alternano pattern nei colori nero e crema, un omaggio agli edifici parigini del primo Novecento. Ovunque l’atmosfera è “perfettamente imperfetta”.
L’intonaco a calce beige delle pareti, la coperta leggermente infeltrita adagiata sul materasso, le foto e i cimeli che sembrano recuperati da una cantina… Tutto ha un sapore vissuto e familiare, ma con un retrogusto parigino, con un je ne sais quoi che rende l’insieme très chic. In alcuni alloggi a soffitto ci sono altri affreschi di Frank Lebray, da contemplare sdraiati. In altri deliziosi terrazzini privati dai quali guardare i tetti in ardesia della Ville Lumière.