Suggestioni industrial, arredi essenziali, tagli di luce espressionisti. A disegnare nello spazio e nell’immaginazione forme e atmosfere dell’ultimo progetto di Jg Phoenix
Immaginazione, fascino dell’ignoto, atmosfere che evocano una dimensione metafisica. Sono molte le parole chiave che descrivono Kepler’s Utopia, uno spazio ufficio dalla forte impronta emozionale progettato dallo studio Jg Phoenix a Shantou che coniuga lavoro e tempo libero nel segno di un design esperienziale ispirato al tema del silenzio e della tranquillità. Per svilupparlo il progetto fa affiorare le strutture in calcestruzzo grezzo dell’edificio originale, una ex fabbrica, limitandosi a piccoli interventi di ripristino e a una parziale redistribuzione degli ambienti, creando in questo modo una tavolozza neutra su cui disegnare una suggestiva narrazione formale.
Suo elemento definitorio, una palette cromatica declinata nelle tonalità del grigio e nelle texture del cemento a vista, scabre nei soffitti, lucidate a specchio nei pavimenti, la cui uniformità è interrotta dal sapiente contrasto fra la pietra naturale e l’acciaio brunito che contornano, disegnandole nello spazio, aperture e varchi di passaggio da un ambiente all’altro. Essenziale e quasi invisibile l’illuminazione, annegata dentro barre in acciaio che attraversano longitudinalmente gli spazi in perfetta continuità con gli elementi strutturali, orientate in modo da valorizzare la trama dei materiali ed esaltare l’alternanza di luci e ombre.
Ridotti all’essenziale gli arredi, sia per lasciare il più possibile ininterrotto l’ampio respiro spaziale degli interni, sia per consentirne una rapida riconfigurazione in funzione delle attività. Inattesa e sorprendente, una scultura raffigurante un suonatore di Nanxiao, un antico strumento a fiato cinese, rompe l’atmosfera astratta e quasi metafisica dello spazio con un elemento figurativo che la riconnette alla dimensione umana.
L’impianto distributivo degli interni si articola a partire dall’ampia reception direttamente collegata all’ufficio direzionale, soluzione che ne amplifica la percezione visiva insieme a una parete di fondo bianca. Da qui si ha accesso all’intima sala da tè e alla zona pranzo attraverso una serie di porte a libro che separano funzionalmente e gerarchicamente gli ambienti dedicati al lavoro da quelli di soggiorno e relax, garantendone al tempo stesso la privacy e una costante connessione.
L’esito è un’area che può essere configurata come spazio unico per favorire socialità e comunicazione, flessibile, multifunzionale e in connessione con l’esterno grazie alle finestre affacciate sul panorama costiero. Lineari nel loro stile minimalista i complementi, le cui forme elementari riconducono a puri volumi sottolineati dalle tonalità grigie di superfici e rivestimenti tessili. Un linguaggio che sa essere emozionale ed evocativo, contemporaneo senza rinunciare ad alcuni tratti dell’estetica tradizionale orientale, lasciando l’immaginazione libera di spaziare in un’atmosfera ideale sospesa nel tempo dove la dimensione umana è ricondotta alla sua essenzialità.