PORTRAIT
Margherita Rui

Grafica e design, artigianato ma anche industria, know-how e territorio. Dal Veneto alla Sicilia, Margherita Rui interpreta il progetto nella sua fluidità materica e comunicativa. Dal prodotto alla sua narrazione

Disegnare storie identitarie per rendere distintive realtà fortemente territoriali, nel segno – grafico – del design. Un design preciso nelle sue geometrie ispirate e al tempo stesso imperfetto nella sua matericità artigianale, frutto di lavorazioni antiche e sapienti, rivisitate alla luce di una contemporaneità che interpreta il concetto di abitare in maniera fluida, che sia una casa, un luogo di lavoro o uno spazio esterno.

Margherita Rui, designer, art director e fondatrice con Alessandro Rado dello studio Dogtrot, realtà multidisciplinare che si occupa di consulenza strategica e direzione creativa, ha uno stile essenziale, pregno di rimandi colti e insieme manuali, accennati e coerenti in ogni dettaglio, dal prodotto al progetto fotografico, dal sito allo stand fino ai font del catalogo.

Il suo ruolo di art direction e progettista lo interpreta in modo trasversale per restituire una visione globale: produttiva, comunicativa ed evolutiva del brand. Esaminando il potenziale espressivo degli artigiani, aiuta le piccole produzioni locali a entrare nel mercato. Come nel caso di Dante Negro, le cui radici venete affondano nell’arte della forgiatura.

La metamorfosi apportata dal progetto di rebranding è partita dalla contaminazione, tra processi realizzativi, tradizionali e hi-tech, e tra materiali, laddove i metalli sono stati accostati a vetro, legno e marmo. Dalla proposta di arredi in ferro battuto dalle linee decorative classiche lo stacco, visivo e comunicativo, è netto: lo stile è ora in sottrazione, minimale ma calibrato, moderno e insieme arcaico, senza tempo. Nascono sistemi in e outdoor che si fanno strutture architettoniche bespoke da abitare. Come Dolmen, che partendo dal concetto primordiale di archetipo abitativo reinterpreta il gazebo elevandolo da prodotto a luogo, a creare una nuova dimensione domestica, un habitat che accoglie e ripara.

Ma Margherita Rui non si fa interprete solo di dinamiche artigianali, cura anche l’immagine aziendale off e/o on line di realtà industriali, come Arper, Novamobili, Nidi, Golf di Colombini Casa, Kastel, Ideagroup, Il Fanale. Per Milani, azienda veneta specializzata in sedute per il contract e l’ufficio, oltre ad aver disegnato due linee di prodotto, Plot e Bakku, ha coordinato l’identità visiva dei cataloghi. In occasione di Orgatec 2022, insieme allo studio Dogtrot ha inoltre curato il design e la comunicazione dello stand fieristico Red is Bold. Labirintico e audace, declinato dal rosa al rosso acceso, passando per l’arancio, era ispirato all’identità femminile e all’approccio sartoriale dell’azienda.

Dal Veneto alla Sicilia, dove, oltre a costruire il suo rifugio-manifesto, Margherita Rui ha portato la grafica nel mondo della ceramica. Complice il desiderio di realizzare una collezione di mattonelle che rimandasse alla scansione ritmica della scalinata di Santa Maria del Monte di Caltagirone, Margherita ha conosciuto gli artigiani Nicolò e Fausto Parrinello, eredi di uno dei più importanti laboratori specializzati nella lavorazione e trasformazione delle argille e della pietra lavica. Dal dialogo fruttuoso e dall’unità di intenti è nato un vero e proprio brand, 950 Ninefifty, pensato per creare, miscelare, impastare, definire e decorare ma soprattutto sperimentare, rigorosamente a mano.

In veste di direttore creativo, la designer ha dapprima selezionato le materie prime, i colori e i supporti, per poi firmare le prime collezioni, tra cui Alfabeto, una raffinata antologia di segni che astraggono le linee delle celebri ceramiche della cittadina siciliana, e infine, con Dogtrot, curare l’intera strategia di comunicazione. Ma il progetto che riassume al meglio il pensiero creativo, stilistico e realizzativo, di Margherita Rui è Grotta e Carrubo, la sua casa privata a Scicli. Un luogo speciale, che riflette (e rispetta) il contesto in cui sorge e al tempo stesso rappresenta una personale (ri)scoperta del saper fare locale, nel quale l’estetica dell’imperfezione riporta a una bellezza antica e paziente, lenta e autentica.

Per Grotta e Carrubo, oltre a ideare il progetto degli interni e degli esterni, Margherita ha disegnato diversi elementi come i tessuti Matrice con Erimiti e il lampadario Cifra con Il Fanale, una collezione per la tavola, dei vasi in ceramica, un tavolo con piano in pietra lavica e alcune sedute outdoor. Nel segno di una cura minuziosa, grafica e decorativa, percettiva e pervasiva. Comunicativa.