STORE
Time capsule

Le distonie temporali giustapposte fino a sfumare i confini cronologici ed estetici tra passato, presente e futuro sono il filo conduttore di Masonprince. Tempio del fashion della Gen Z orientale

Da decenni Guangzhou è il più importante centro dell’industria tessile cinese e ha innescato uno sviluppo che oggi interessa l’intero delta del fiume delle Perle. Sviluppo non solo industriale ma anche commerciale, perché dopo le fabbriche oggi prolifera tutta una nuova generazione di brand di abbigliamento rivolti a un pubblico giovane, in forte crescita economica, alla ricerca di nuovi linguaggi e immaginari.

Come Masonprince, che dopo avere aperto i battenti nel 2014 vendendo le sue creazioni esclusivamente online ha recentemente inaugurato il suo primo store fisico con un’operazione che non è solo commerciale ma rappresenta anche un interessante crossover estetico e temporale, pensato per intercettare le mutevoli tendenze della Gen Z.

E poiché la prima impressione è quella che più si fissa nella memoria lo studio di architettura e design Tomo di Shenzhen, cui è stato affidato il progetto dello store, ha deciso di partire da una originale provocazione culturale: acquistare una villa dei primi Anni 30 e farne una time capsule in cui le distonie temporali sono lo sfondo dove vanno in scena le collezioni della casa, frutto di un’anticonvenzionale contaminazione tra vintage, stile retrò e scenari futuristici.

Per riprodurla il progetto sceglie di ricreare atmosfere in grado di sfumare i confini cronologici tra le diverse epoche tramite ambientazioni ispirate al passato ma percorse da richiami al futuro, un tema progettuale che Tomo affronta sin dall’involucro originario dell’edificio, mantenuto intatto ma integrato da una serie di nuove addizioni.

Così, la sua facciata neoclassica è anticipata da un cancello d’ingresso che, sormontato da un architrave in acciaio su cui si innestano i pannelli vetrati dell’entrata, riproduce l’estetica delle fermate dei bus locali; una suggestione che prosegue in una corte decorata con le immagini delle campagne pubblicitarie Masonprince, esposte in pannelli espositivi simili a quelli delle stazioni, che anticipa simbolicamente la narrativa centrale dello store, un viaggio nel tempo in cui si intrecciano in maniera non sequenziale epoche e stili.

Nella hall d’ingresso i visitatori sperimentano immediatamente queste dissonanze temporali, accolti da una scrivania vintage dietro cui siede un personaggio immaginario, il cyborg MP.01, e da interni che mescolano le cortine murarie originali con brillanti pannelli metallici e volte percorse da un pattern geometrico che occulta l’illuminazione e attraversa tutto l’ambiente. Il gioco di contrasti percorre l’intero store, dai camerini e la sala accessori concepiti come futuristici ascensori ai bagni arredati con armadi d’epoca, passando per la riproduzione di un vecchio spazio ufficio dove trova posto una minipiscina, separati da un corpo scala in cui convivono frammenti dell’edificio originale e rivestimenti high tech.

Al livello superiore la narrazione temporale prosegue con ulteriori ambientazioni e oggetti sempre di ispirazione office, in cui ad arredi mid-century si affiancano telefoni, computer e fotocopiatrici vintage in un alternarsi di allestimenti fatti per sorprendere i visitatori e fissarsi indelebilmente nella memoria. La combinazione di ambientazioni crea una narrazione spaziale i cui tratti dominanti sono le linee temporali anomale, il confronto concettuale e insieme materico tra presente e futuro, la collisione distonica tra funzioni e scenari, che diventano strumenti per stimolare continuamente la curiosità e il desiderio di esplorazione dei visitatori.