CASE
Napoli velata

Nella città partenopea un palazzo dell’Ottocento ospita un appartamento della vecchia borghesia. In cui affreschi antichi e arte barocca dialogano con selezionati pezzi di design

Nel cuore della Napoli più intellettuale, legata ai fermenti artistici e alla scena teatrale, in via Broggia 3, all’angolo tra il Museo Nazionale e l’Accademia delle Belle Arti, un imponente portone ligneo indica l’ingresso di Palazzo Vitozzi, una monumentale residenza ottocentesca. Ma la vera sorpresa è custodita al suo interno. Il terzo piano, infatti, ospita un appartamento con stanze e salottini senza tempo dai soffitti completamente dipinti che rimandano a un’influenza del periodo Barocchetto. Una casa della borghesia napoletana rimasta chiusa per anni, danneggiata a livello strutturale a causa di un’incuria profonda, ma dalla indiscutibile bellezza.

Grazie a un’imponente opera di restauro conservativo condotta dall’architetto Antonio Di Maro, esperto di neuroarchitettura, gli affreschi barocchi dai colori pastello, le ghirlande e i simboli dell’iconografia massonica tornano ad arricchire con grazia le volte alte sette metri di un appartamento custode e narratore di un’importante epoca storico-artistico, che vedeva la cittadina partenopea dividersi il fermento culturale con la sola Parigi. 

Per prima cosa, il progettista e il suo team hanno riportato alla luce il pavimento originale in graniglia veneziana con bordatura intrecciata – prima soffocato da una grossolana soluzione in laminato ‘finto’ legno – mostrando tutta l’abilità degli artigiani del tempo. Là dove non è stato possibile recuperare l’antica pavimentazione, l’utilizzo della resina chiara crea una netta separazione materica e compositiva, rimarcando la differenza tra le epoche.

Toni forti e discrepanze cromatiche compongono lo schema degli arredi, disegnati o pensati nello spazio con la precisa volontà di creare una rottura compositiva, entrando in punta di piedi in un contesto dal passato glorioso. Nel living, infatti, le forme voluminose della poltrona Up disegnata da Gaetano Pesce per B&B Italia, il profilo sottile del tavolo Long Island firmato Rimadesio e la linea asciutta della lampada da terra Fox by Nemo, design Bernhard Osann, dialogano con opere d’arte che richiamano la scultura greco-romana, come il mezzo busto di donna creato dall’artista locale Antonella Romano e intitolato La Grande Madre. Questa netta dicotomia tra pezzi di design contemporaneo e arte antica e barocca scandisce il ritmo di tutti gli ambienti della casa.

La modernità della cucina Bulthaup in acciaio spazzolato, infatti, si slega dal contesto ottocentesco e contrasta con la copertura del soffitto in legno di castagno. Nella master bedroom è ospitata un’altra opera firmata da Antonella Romano, mentre le alte volte del soffitto sono affrescate con motivi classici, dalla sirena Partenope alla rosa dei venti, in contrapposizione con la matrice contemporanea degli arredi e delle partizioni in metallo. Nel resto dell’appartamento le tele di un altro artista napoletano, Edoardo Ferrigno, risaltano sul biancore delle pareti, creando profondità.