CASA ATELIER
Lucifero Design

Materia e colore si fondono nello studio di Roberta Patalani a Pietrasanta. Forte del suo passato da scenografa per il teatro e la televisione, l’interior designer ha trasformato un ex spazio industriale in un atelier che è un’originale esplosione di estro e poesia

Una struttura industriale dei primi del Novecento, che nei decenni ha cambiato più volte destinazione d’uso e ospitato le più disparate attività, non ultima una carrozzeria. Ciascuna di queste aveva lasciato traccia, ma quando Roberta Patalani ha visto l’edificio per la prima volta ha subito notato come, nonostante le continue mutazioni, l’aura della location, con la luce che entrava dalle grandi vetrate piombate e i soffitti altissimi con i colori segnati dal tempo, era rimasta intatta.

“Me ne sono innamorata immediatamente”, racconta Roberta, che in questo spazio a Pietrasanta ha creato la sua casa-studio. Con il suo gusto, naturalmente: una contaminazione di stili, un’eclettica e raffinata miscela di arte, vintage, modernariato e moda, in cui convergono i suoi diversi percorsi di vita e professionali, dagli anni della formazione artistica tra Firenze e Carrara alla fortunata carriera come scenografa prima per il teatro (anche con Dario Fo e Franca Rame), poi per il cinema e la televisione, fino alla fondazione dello studio Lucifero Design, oggi al centro dei suoi interessi.

“Ho inserito pochi elementi architettonici perché non intaccassero l’armonia del luogo, utilizzando molto vetro e sviluppando una serie di strutture a incastro, quasi nascoste tra gli arredi”. La cornice industrial, il gusto per il non-finito, l’eleganza informale e a tratti disordinata, la passione per il vintage, la ricca e calda tavolozza cromatica, l’abbondanza di piante, ma anche di vasi, ciotole, oggetti, accessori, opere d’arte.

E ancora, l’attenta selezione di tessuti d’arredo, tappeti e cuscini fantasia, gli inserti di carte da parati ispirate alla natura sulle pareti scrostate, i pavimenti concepiti come puzzle materici: tutto concorre alla composizione di uno spazio dall’atmosfera magica. In quest’ambientazione carica di personalità, vibrante e romantica al tempo stesso, una pianta di strelitzia è stata interrata nella buca d’ispezione della precedente carrozzeria, mentre nelle scelte d’arredo passato e presente si intrecciano in una danza di forme e storie da disvelare.

Tra i pezzi più interessanti, un tavolo-arazzo di Stephan Hamel, un buffet Anni 50 di Vittorio Dassi, le sedie in cuoio di Mario Bellini, la lampada Cobra disegnata da Elio Martinelli nel 1968, la Pipistrello di Gae Aulenti e i paralumi ispirati all’Orlando Furioso firmati Lucifero Design. Oltre a creazioni d’artista come le ceramiche pop di MarikoIsozaki, i ritratti di fanciullo di David Paolinetti e le sculture in bronzo di Zoya Niedermann.