CAFFETTERIE
Minimalismo a colazione

Interessante ibrido tra bar e interno residenziale, un locale a Bruxelles non ha nulla di superfluo e punta tutto sulla purezza delle soluzioni funzionali e dei materiali

A Bruxelles, Sill and Sound Architects firmano Seven, un caffè e un punto di ristoro aperto tutto il giorno, situato al piano terra di un edificio residenziale di recente costruzione. Evoluzione della classica hall, lo spazio offre una selezione di bevande e cibo salutare ed è pensato come luogo di decompressione e accoglienza.

Aperto con grandi vetrate su strada, lo spazio accosta dettagli raw a elementi di design ricercati. Spiegano gli architetti: «L’approccio principale consiste nell’estrarre il potenziale dello spazio dato, definendo prima le sue caratteristiche principali e poi creando un progetto che evidenzi un sottile dialogo tra questi elementi esistenti e il nostro intervento. Abbiamo cercato di trovare un contrasto tra linearità e forme organiche, materiali e texture diverse. Gli interventi evitano elementi decorativi e sono improntati a un minimalismo funzionale assoluto».

Pareti in cemento grezzo, impianti a vista, soffitti intonacati ma non tirati a gesso si giustappongono a materiali lisci e riflettenti, su tutti il metallo e il legno; l’insieme è ingentilito dalla presenza di lampade a sospensione e applique, e da alcune piante posizionate tra gli arredi fissi.

«All’ingresso, un ficus-lyrata piantato in una panca centrale dalla forma organica accoglie il visitatore che vede sullo sfondo un lungo bancone dove vengono prese le ordinazioni – spiegano gli architetti -. La sala è composta da quattro parti, che creano atmosfere diverse: abbiamo progettato un salotto per la lettura, con sedie basse e librerie inox sulla parete di cemento”.

“Poi abbiamo disposto una lunga serie di tavoli per due persone, lungo una parete dall’andamento leggermente curvo che ammorbidisce la linearità dello spazio. Il punto focale di questo spazio è l’angolo in fondo, con un tavolo di forma libera e personalizzata per un gruppo, che segue il muro. L’ultimo spazio offre un ambiente di lavoro vicino al cortile interno, che non è accessibile a chi non abita nello stabile ma crea comunque un dialogo con l’esterno».