Debonademeo Studio firma il restyling del ristorante Contraste dello chef stellato Matias Perdomo. Giocando con i colori e osando accostamenti arditi
A nove anni dall’apertura, il ristorante una Stella Michelin Contraste di Milano si rinnova completamente grazie al progetto di Debonademeo Studio. Guidato dallo chef uruguayano Matias Perdomo, puntava in precedenza su ambienti total white e abbastanza asettici, accesi da lampadari e complementi eclettici. Il lavoro di restyling operato dal duo composto da Luca De Bona e Dario De Meo ha invece scommesso sull’uso spregiudicato del colore e su arredi contemporanei, molti dei quali realizzati ad hoc per lo spazio, in dialogo – o meglio, in contrasto – con le finiture classiche dell’edificio.
Il ristorante Contraste si trova in via Meda 2, tra i Navigli e la Bocconi. Un elegante cancello in ferro battuto su strada introduce alla palazzina ottocentesca che lo ospita. I progettisti sono partiti dal recupero filologico dell’apparato decorativo interno, affidandosi a esperti restauratori per riportare all’originale splendore l’apparato di affreschi e stucchi. Racconta Luca De Bona: “La storia dell’edificio è molto interessante, perché si tratta di una delle prime ville suburbane milanesi costruita per volere di un medico, che la utilizzò anche come ospedale di fortuna durante la guerra. Negli anni è stata uno showroom di moda, un’abitazione e infinte ristorante. Studiando la planimetria ci siamo resi conto che il piano terra era composto da sale comunicanti, e abbiamo dunque scelto di recuperare l’impianto originale”.
La valorizzazione dell’importanza storico-artistica del luogo è stata una delle basi del progetto, assieme alla ricerca di una funzionalità moderna e alla creazione di un’esperienza per l’ospite che potesse non solo affiancarsi ma diventare parte di quella culinaria. Continua De Bona: “Non volevamo creare un locale modaiolo o di tendenza, che avrebbe rischiato di diventare subito ‘vecchio’. Volevamo un ambiente che rafforzasse l’identità fortemente creativa del menu, fatto di abbinamenti arditi, gusti inaspettati e stimolazioni sinestetiche”.
Ad accogliere gli ospiti è stato creato un vestibolo con banco reception-guardaroba interamente rivestito con metallo color champagne. La superficie lucida e riflettente abbraccia le cornici delle porte originali in legno e incorpora la scultura Il Segreto che sembra uscire dalla parete. La stessa finitura è usata per il bagno di servizio, che utilizza le medesime finiture del locale.
Come anticipato, la sala da pranzo è uno spazio unico, separata da pesanti tendaggi che possono isolarle all’occorrenza, per eventi privati o cene di lavoro. L’eliminazione dei tramezzi ha permesso di ottenere una grande fluidità di movimento, consentendo allo sguardo dei clienti di abbracciare l’infilata di stanze prospettica delle sale trattate alla stregua di quinte teatrali. “Ogni stanza ha un colore caratterizzante, che dialoga con quello degli affreschi esistenti. Il tema portante è quello dei quattro elementi, e le tonalità sono abbinate in maniera molto naturale ai concetti di aria, acqua, terra e fuoco”.
In contrasto con l’ambiente classico gli arredi e parte delle finiture. Il pavimento originale andato perduto è stato sostituito con una finitura vinilica di Tarkett effetto battuto di terrazzo, le carte da parati sono state realizzate su disegno da Debonademeo in collaborazione con Wall&decò. “I wallpaper riprendono l’elemento guida delle sale e lo illustrano in maniera non didascalica. Ci siamo ispirati alle tappezzerie del XIX secolo, con disegni ton-sur-ton, ma abbiamo inserito personaggi inaspettati. Così, l’acqua è raccontata da personaggi mitologici mixati con nuotatori e tuffatori, il fuoco è riassunto con un ensemble di cuori sacri, draghi ed esplosioni vulcaniche, la terra è rappresentata da pianeti inattesi, stalattiti e stalagmiti, l’aria con navicelle spaziali e altalene. Ci piace pensare che i clienti guardino le pareti e scoprano piano piano ogni dettaglio, divertendosi nell’attesa del pasto”.
Tavoli e poltroncine sono di Pedrali, mentre le lampade ad arco sono state disegnate da Debonademeo per Contraste e prodotte da Karman. “Il sistema di illuminazione è particolarmente funzionale. Gli sbracci sono abbastanza alti da consentire ai camerieri di muoversi senza ostacoli, e sono orientabili per adattarsi a diverse disposizioni dei tavoli”. Su disegno anche i carrellini gialli usati per il servizio. Conclude De Bona: “Sono complementi funzionali ispirati agli autoscontri, sono come piccole automobiline che si muovono nelle sale ottocentesche. Oltre che divertenti, sono i protagonisti del servizio perché gli ospiti si accomodano su tavoli nudi che piano piano vengono vestiti con la mise-en-place a cui segue il servizio delle portate”.