L’edificio, al centro di un importante intervento di recupero, ritorna all’originale splendore sotto la guida dello studio Pierattelli Architetture. Con nuovi interni firmati Delfina Design
Pierattelli Architetture ha diretto il delicato recupero di Villa Romboli, residenza novecentesca in stile Art Nouveau a Bocca d’Arno, il porto turistico di Pisa; gli interni portano la firma di Delfina Design, studio con sede a Dubai guidato dall’architetto italiano Delfina Cortese. Il recupero della villa è parte di un progetto più grande per la riqualificazione dell’intero porto di Marina di Pisa che prevede 475 posti barca, strutture residenziali, ricettive e commerciali costruite su un terreno di 55.000 metri quadrati.
La villa che in passato accolse Gabriele D’Annunzio con la sua musa Eleonora Duse era in stato di abbandono dalla Seconda Guerra Mondiale; da giugno 2024 ospita oggi gli uffici commerciali e una caffetteria per gli ospiti di Marina Development Corporation, società immobiliare dedicata alla riqualificazione sostenibile delle destinazioni turistiche legate ai principali porti del Mediterraneo e responsabile anche del progetto pisano.
Immersa in un ampio parco privato, Villa Romboli si sviluppa su due livelli: il piano terra, con doppio affaccio esterno, è stato trasformato in spazi di accoglienza per i clienti con reception, sale d’attesa e un bar che comprende anche una sala interna e una esterna. Aprendo alcune pareti tra i diversi ambienti, è stato possibile creare un ambiente unico, senza interruzioni visive, rendendo fluido e naturale il passaggio.
Al primo piano, invece, sono state mantenute le pareti originali e la distribuzione, perfetta per l’adattamento di una sala riunioni, degli uffici privati e di co-working e dei locali di servizio.
Gli interventi contemporanei non si sovrappongono alle pre-esistenze preservate – volte affrescate, infissi interni, pavimenti – ma vi si affiancano con rispetto. Diverse le influenze local nella scelta dei materiali, particolarmente evidenti nel banco reception realizzato con un unico blocco di travertino da 28 tonnellate con un lato lucido e uno levigato, o in quello della caffetteria composto da due blocchi indipendenti semplicemente affiancati.
L’illuminazione è risolta con elementi a parete per preservare le volte affrescate o con punti luce a gradino – anziché a parete – per la scala centrale, e con sistemi a binario a pavimento per enfatizzare i dettagli architettonici senza ricorrere a opere murarie. Pannelli autoportanti con rivestimento in argilla personalizzato e motivo decorativo astratto si integrano perfettamente con gli affreschi esistenti e fungono da pareti mobili per modulare lo spazio in base alle esigenze.