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Casa Los Tigres

César Béjar Studio e Fernando Sánchez Zepeda firmano Casa Los Tigres. Un affascinante gioco di volumi e trasparenze unito da un’elegante coerenza materica

Minimalismo e dettaglio ricercato, opacità e trasparenza, chiusura e apertura. È su una creativa tensione fra elementi e linguaggi in apparenza contrastanti, risolti da un’architettura organica che affronta con equilibrio le loro reciproche transizioni, che César Béjar Studio e Fernando Sánchez Zepeda costruiscono Casa Los Tigres, una residenza privata sulla costa pacifica del Messico.

Disposta su un lotto rettangolare, la casa è organizzata in due volumi che racchiudono una corte centrale e presentano livelli di trasparenza differenziati, con un prospetto anteriore quasi completamente chiuso e uno posteriore più leggero e aperto pur senza sacrificare la privacy. A racchiudere il primo, una copertura con falde spioventi protette da un manto di tegole che, negli interni, disegna il volume a doppia altezza della zona giorno.

Qui trovano spazio una cucina, una sala da pranzo e un living, matericamente connotati dall’espressivo contrasto fra le boiserie in legno di colore bruno e il luminoso intonaco beige che marca i due livelli degli ambienti, armonizzati da una luminosa pavimentazione in pietra utilizzata anche sui prospetti esterni. Una parete in pannelli vetrati a scomparsa fornisce accesso alla corte interna, costeggiata da aiuole di piante tropicali che fungono da elemento di raccordo fra i due volumi di Casa Los Tigres.

Il corpo arretrato, orientato a sud, ospita una scala centrale che connette i due livelli, dove trovano posto tre camere da letto connotate dagli stessi cromatismi e materiali già visti nella zona giorno. A differenziarlo dal prospetto principale, quasi completamente opaco, un ordine di colonne dal profilo stondato che incorniciano ampie vetrate donando leggerezza e plasticità alla facciata, sottile richiamo alle onde dell’oceano su cui si affaccia la residenza.

La permeabilità di questo volume è ulteriormente sottolineata dall’ampia apertura sul giardino posteriore, uno spazio informale dedicato al relax valorizzato da una piscina e da una generosa vegetazione tropicale in perfetta continuità materica e cromatica con il resto della casa. L’esito complessivo è quello di un’abitazione concepita come spazio ibrido, dove il confine indoor/outdoor sfuma fino a quasi scomparire e architettura e interni creano la cornice di ambienti capaci di essere di volta in volta discreti o emozionanti.