ARCHITETTURA
House in Nishizaki

Un’architettura minimalista, che disegna lo spazio in un continuo alternarsi di volumi. Casa Nishizaki contamina la sua ispirazione brutalista con una libertà compositiva fuori da ogni schema

Un elemento ordinatore in un landscape urbano variegato, fatto di stratificazioni stilistiche che interpretano, ognuna con il proprio linguaggio, differenti tipologie architettoniche, dall’abitazione privata allo spazio commerciale passando per edifici pubblici e industriali. Con il rigore delle sue forme e la nuda espressività del cemento Casa Nishizaki sorge in una zona di recente sviluppo nella parte meridionale dell’isola di Okinawa, frutto di un intervento di riqualificazione che ha dato vita a un ambito urbano sfaccettato.

L’area circostante è composta da un mix di aree residenziali, strutture commerciali, parchi industriali, scuole, parchi sportivi, porti di pesca e altre strutture di varie tipologie e dimensioni. A nord della casa, è suddivisa in zone un’area residenziale, mentre un’area commerciale si estende a sud attraverso una grande autostrada. Di conseguenza, il lato nord dell’edificio è relativamente silenzioso, ma il lato sud può essere rumoroso a causa del traffico intenso. Inoltre, anche il clima rappresenta una sfida per lo spazio costruito a causa dei frequenti tifoni che si abbattono sull’arcipelago giapponese.

In questo complesso contesto la sfida progettuale era mantenere la giusta distanza dal caos della città – in particolare dalla rumorosa arteria stradale a sud della casa, da cui deriva la scelta di realizzare un fronte completamente cieco – e parallelamente garantire un ambiente interno luminoso, ventilato e confortevole. Partendo da queste premesse, il piccolo microcosmo creato da Cochi Architects – con la sua pianta rettangolare e la sua essenzialità – si colloca al centro di un tessuto edificato diventandone, grazie alla sua radicale diversità, un ideale baricentro.

Sviluppato su due livelli, di cui il primo dedicato agli spazi comuni e di soggiorno e il secondo alla zona notte, cui si accede da una corte aperta che ne attraversa l’asse nord – sud lasciando fluire liberamente luce e ventilazione naturali, il suo impianto è concepito per creare su questi due fronti una buffer zone tra gli interni e la fitta maglia urbana, alla ricerca di un equilibrio fra privacy e dimensione pubblica.

Alla sobrietà quasi elementare dell’involucro fanno riscontro interni in cui la plasmabilità del calcestruzzo diventa strumento di una ardita composizione, in cui volumi e prospettive si sovrappongono lungo percorsi scanditi da livelli intermedi ricuciti e posti in connessione da un corpo scala centrale.

Unico elemento materico dissonante rispetto all’essenziale uniformità del cemento, il legno utilizzato non solo negli arredi ma anche nel rivestimento di frammenti a parete che ne interrompono con il loro calore la continuità. La doppia altezza di ambienti interni come la cucina e il living, illuminati da importanti superfici vetrate e da un cavedio concepito come un vero e proprio pozzo di luce, alleggeriscono il mood di un’abitazione che sa cambiare pelle in armonia con le sue differenti funzioni, aperta e solare nei suoi ambiti più conviviali, intima e raccolta in quelli privati.