ARCHITETTURA
Casa Erendira

In Messico, l’architetto Pepe Ramirez progetta una villa dal sapore brutalista che si mimetizza nel contesto. Solo l’occhio più attento, indugiando sulle sue volumetrie, riesce a coglierne l’eccezionalità

Casa Érendira è un progetto sviluppato per due donne: madre e figlia. Amanti della cultura messicana, dei materiali naturali, della vegetazione, del calore e dell’artigianato dello stato messicano del Michoacán, volevano un’abitazione moderna, materica e immersa nel verde proprio nella capitale Morelia.

Al progettista Pepe Ramirez si sono presentate con un lotto lungo e stretto (10 x 25 metri in totale) e con una serie di desiderata. Sognavano un giardino rigoglioso dove ricavare anche un orto, materiali costruttivi naturali o dalla tattilità ruvida, luci e ombre che portassero un senso di misticismo nella loro quotidianità. Inoltre, avevano bisogno di uno spazio studio-biblioteca per sistemare tutti i loro documenti e i loro lavori artistici.

L’edificio è costruttivamente molto semplice, basato su alti muri in cemento armato disposti trasversalmente nel lotto a delimitare le dimensioni dell’abitazione; i muri formano internamente tre “moduli” che servono a organizzare le varie funzioni. Dall’esterno, l’effetto è quello di elementi in vetro e calcestruzzo posti uno sull’altro per due livelli; davanti è stato ricavato dello spazio per parcheggiare le auto, dietro invece c’è il giardino.

Spiega l’architetto: «Il progetto riprende elementi dell’architettura della casa-studio di Luis Barragán, maestro del modernismo e del brutalismo in Messico. All’esterno la Casa si presenta con una facciata piuttosto tranquilla, quasi anonima e introversa, rivelando la sua forza nella volumetria complessa».

Gli spazi scivolano l’uno dentro l’altro, accomunati da pareti in cui si leggono le impronte delle casseformi e dall’alternarsi di soffitti e doppia altezza e zone ribassate, più intime. I due livelli, collegati da una scala, ospitano la zona giorno e la cucina al piano terra, riservando al primo piano l’area più privata con camere e servizi.

Nell’interior a parlare sono le finiture strutturali più che gli arredi, pochissimi e rarefatti. Perfino l’illuminazione non concede nulla al decorativo, ed è risolta con corpi a incasso o faretti su binario dall’estetica tecnica.

Sottolinea l’essenza del progetto con parole semplici ma molto efficaci il suo autore, Pepe Ramirez: «Casa Érendira è una villa in cui il “lusso” è lo spazio stesso, la luce e l’ombra; la vegetazione e il contesto urbano in cui è inserita. L’edificio è discreto, ha una bellezza non strillata, non cerca di distinguersi dall’intorno, né di disturbare, ma mira a farne parte, a fondersi con esso. Un aspetto essenziale di questa casa è generare un luogo di tranquillità, libertà e armonia».