STUDI DI ARCHITETTURA
Segni del passato

Per i 40 anni della sua fondazione, lo studio di architettura Open Project completa il restyling dello storico headquarter a Bologna. Corredandolo con una mostra fotografica e una monografia

Le ricorrenze sono momenti preziosi, occasioni che mettono in luce gli snodi cruciali del nostro cammino. Per lo studio di architettura Open Project, il 40esimo anniversario della sua fondazione si è trasformato in una tappa fondamentale, celebrata con il restyling della sede storica in via Dolfi, a Bologna, un intervento che ha convertito un antico edificio in un moderno hub creativo.

L’edificio, risalente al XVI secolo, poggia sulle mura di cinta della città, tra Porta Lame e Porta San Felice, a pochi passi dal MAMbo – Museo di Arte moderna di Bologna. Originariamente Chiesa della S.S. Trinità con annesso oratorio e ospedale, nel corso dei secoli è stato anche una sala da ballo e una falegnameria. Oggi, grazie a un intervento di riqualificazione durato un anno, si estende per 1.200 metri quadrati distribuiti su tre livelli. L’obiettivo è stato quello di preservare la stratificazione storica originale – come le antiche murature, rimaste visibili – integrando elementi moderni che rispondessero alle esigenze funzionali di un ufficio contemporaneo.

Al piano terra, l’open space con le postazioni di lavoro è stato arricchito da un ‘acoustic box’ per le riunioni, mentre al primo livello il grande salone con soffitti che superano i dieci metri di altezza è impreziosito da affreschi scoperti durante il restauro. Le pareti grezze, lasciate intenzionalmente non trattate, amplificano il carattere storico dell’ambiente. Un intervento che coniuga la modernità delle necessità tecniche, come l’ammodernamento dell’impiantistica e dell’acustica, con il rispetto per la memoria del luogo.

In occasione dell’inaugurazione della sede, Open Project ha allestito la mostra fotografica Frames of Identity: 40 Years of Architecture, aperta al pubblico fino al 31 marzo 2025. L’esposizione, che raccoglie le immagini di alcuni dei progetti più rappresentativi dello studio, racconta la sua evoluzione attraverso gli scatti di fotografi del calibro di Giacomo Albo e Luca Capuano, che hanno immortalato opere come la celebre Torre Unipol. La mostra è arricchita da opere di artisti e designer, tra cui Cesare Lavel Francia e Paolo Ventura, che completano il percorso espositivo con installazioni e render.

Il restyling della sede si inserisce in un più ampio progetto di apertura verso la città e il territorio. Open Project ha infatti in programma una serie di eventi culturali, mostre e talk, con l’ambizione di trasformare il nuovo spazio in un punto di riferimento per la comunità. Inoltre, per chi volesse approfondire la storia e la filosofia dello studio guidato da Maurizio Piolanti e Francesco Conserva è stata presentata la monografia Immaginare, progettare, costruire. Edita da Danilo Montanari Editore e scritta da Maria Beatrice Bettazzi e Piero Orlandi, l’opera offre una panoramica dell’approccio innovativo e della continua ricerca di contaminazioni tra diversi ambiti portata avanti dallo studio bolognese.