ARCHITETTURA
Avanguardie

Ispirazioni Bauhaus e minimalismo contemporaneo sono gli ingredienti del progetto di Philipp Architekten per Villa Mahler. Un crossover di stili che è anche un potente manifesto estetico

Minimalista, senza dubbio. E ricca di rimandi alle grandi correnti dell’architettura e del design tedeschi. Ma c’è molto più di questo in Villa Mahler, una residenza privata nelle vicinanze di Stoccarda progettata da Philipp Architekten in collaborazione con l’atelier Eichkorn che sfida convenzioni e linguaggi codificati. Il progetto veste un impianto di grande rigore, sviluppato a partire da una geometrica pianta a L, con una palette materica minimale ma evocativa, dove i prospetti di facciata in legno brunito, giustapposto al cemento a vista, alludono al contesto rurale e allo stesso tempo rappresentano una schietta dichiarazione di modernità.

Non una residenza ordinaria, quindi, ma piuttosto una composizione scultorea, in cui ogni materiale e forma sono meticolosamente curati e il loro insieme esita in una dichiarazione olistica di unitarietà architettonica, dichiaratamente ispirata ai principi del Bauhaus.

Sin dai primi tratti, Philipp Architekten ha posto al centro del progetto l’obiettivo di fondere estetica contemporanea e tradizione artigianale. Chiave della sua sintassi è una costante transizione, senza soluzione di continuità, dagli spazi esterni a quelli interni della villa. Peculiare è poi il trattamento del legno e del metallo sviluppato dall’atelier Eichkorn, che qui crea una miscela unica di legno carbonizzato, lastre in acciaio brunito e texture tridimensionali contaminando natura e artificio.

Su questo linguaggio Philipp Architekten fonda una composizione spaziale dove ogni dettaglio è in armonia con il contesto e forma e funzione convivono fluidamente. Grandi pareti vetrate incorniciano la vista sulle ampie aree esterne a verde, mentre ogni superficie interna svolge il suo ruolo nel plasmare un ambiente quasi ascetico nella sua essenzialità, e allo stesso tempo fonte di una serena ispirazione per il proprietario della villa, un visual artist.

Il luminoso nucleo centrale dell’edificio, dove la cucina, la sala da pranzo e la zona giorno si uniscono in un open space, combina cemento a vista e un importante sviluppo a doppia altezza: una scelta architettonica che mette in risalto l’essenza materica della residenza. Qui ogni elemento è selezionato con cura per sottolineare la successione spaziale dell’ambiente, dai ricchi tessuti di tappeti e arredi alle fonti di luce che illuminano morbidamente gli interni. Il risultato è uno spazio che forse più di ogni altro interpreta il crossover di filosofie progettuali di Villa Mahler: un mix generato da ispirazioni che spaziano dal minimalismo giapponese alle creazioni artigianali locali, in pieno spirito Bauhaus adattato agli standard contemporanei.

Negli interni, l’eco di questa eredità è chiaramente leggibile nella cura quasi maniacale del dettaglio in ogni elemento, dagli arredi su misura a componenti come il tavolo della zona giorno o gli scultorei letti e comodini in bronzo della zona notte, portatori di un linguaggio senza tempo che è anche il manifesto estetico di un design concepito per durare.