Una fusione di estetica nordica e gusto nipponico: la casa della designer Kristina Dam a Copenhagen riflette il suo gusto per un minimalismo ponderato. Ma caldo come un abbraccio
Gusto scandinavo e sensibilità giapponese sono linee guida imprescindibili per Kristina Dam: lo dimostrano il minimalismo dal tocco artistico e le qualità estetiche della sua villa sull’isola di Amager, a pochi chilometri dalla costa orientale di Copenhagen, dove la designer vive con il marito musicista e i figli. Una villa rimodernata: con l’aiuto di un architetto, la fondatrice di Kristina Dam Studio e design director del brand Broste Copenhagen ha progettato un ampliamento dell’edificio risalente al 1929 con una facciata in legno nero e ampie sezioni in vetro, ottenendo così trenta metri quadrati di superficie abitabile in più, dove oggi si estendono la sala da pranzo e il soggiorno.
Questa la cornice in cui tinte tenui e chiare, giochi di forme organiche e linee sinuose contribuiscono a forgiare un ambiente fluido, armonioso, impreziosito da opere d’arte – disposte sulle pareti in modo da dare vita a un’originale composizione unificata – oltre che da pezzi di artigianato di varia provenienza.
“Quando viaggio o giro per mercatini, se vedo una ceramica deliziosa o un bello smalto non riesco a trattenermi”, confida Kristina, che ha radunato le sue collezioni in una grande libreria bianca dalla struttura aperta e leggera, stando attenta a non riempire eccessivamente gli spazi perché “a casa si deve poter staccare la spina senza troppe distrazioni visive”.
Il design d’interni affianca alle sue creazioni classici senza tempo di maestri quali Josef Albers, Le Corbusier, Poul Kjærholm, Bodil Kjær, Alvar Aalto, Donald Judd: “Molti di questi pezzi li abbiamo da tanti anni, quel che mi diverte è cambiarne la disposizione: meglio investire in un design eccellente, piuttosto che buttare via soldi in mobili destinati a durare poco”.
In tutto ciò il soggiorno è la stanza che si è rivelata più difficile da decorare, in quanto passaggio verso la cucina. Per renderlo confortevole, Dam ha disegnato di suo pugno il divano in acciaio e tessuto con schienale curvo, i tavolini e il tappeto, per poi abbinarli a due icone dell’arredamento danese, la sedia Spanish di Børge Mogensen e la CH25 di Hans J. Wegner. La sala da pranzo ospita un altro divano, questa volta in pelle, targato Fabricius & Kastholm e posizionato come fosse parte integrante della libreria, dietro la quale si nascondono pannelli acustici che migliorano il suono nella stanza.
Da notare, la panca costruita lungo una delle vetrate che affacciano sul giardino: la sua funzione è di sfumare la separazione tra interno ed esterno offrendo un angolo dove sedersi e godere la vista sul paesaggio anche in inverno. Quanto alla cucina, si tratta di un semplice modello bianco Ikea combinato con un piano di lavoro in corian saldato in loco e con un muro di fondo rivestito per metà con piastrelle grigie verticali di Marokk, per metà con una lastra in marmo delimitata da una mensola bianca su cui sfilano tazze, caraffe, ciotole.
Non manca un corner ufficio con scrivania vintage del danese Kai Kristiansen. E se nella camera da letto matrimoniale, per ottenere una coerenza d’insieme e un’atmosfera di tranquillità, si è scelto di dipingere tutto di beige – il soffitto, le pareti e i frontali degli armadi – nel bagno total white è stata collocata una panca in legno con contenitore. Per avere anche qui un indispensabile tocco di calore.