Gli stilemi dell’architettura rurale sono il filo conduttore del progetto dello studio Edit! per una residenza privata nella campagna ceca. Che porta nella contemporaneità un antico retaggio
I suoi progettisti, lo studio di architettura Edit!, la definiscono un punto d’incontro fra passato e presente. E non c’è dubbio che questa residenza, sorta sulle vestigia di un’antica casa rurale immersa nel sereno paesaggio della campagna ceca, rappresenti in qualche misura il recupero filologico di una tradizione capace di guardare alle esigenze dell’abitare contemporaneo. Dialogo con il territorio, utilizzo di materiali locali, un esplicito e ricorrente riferimento a un passato contadino ancora vivo e presente, danno vita a un complesso abitativo dalle molte sfaccettature.
Una serie di rarefatti frammenti murari appartenenti a una delle tante fattorie che costellavano l’area, origina un complesso di tre nuovi volumi collegati a racchiudere una corte centrale. Questa, reinterpreta la tipica composizione a U dei nuclei rurali, ma non ne riproduce pedissequamente l’impianto distributivo, adattandolo invece alle esigenze dell’abitare contemporaneo. Sul prospetto ovest del sito, un vicino corso d’acqua traccia un confine naturale, lasciando il fronte opposto libero alla vista sulla campagna.
Ognuno dei volumi della proprietà assolve a una propria, distinta funzione. La struttura centrale è il cuore della tenuta e lo spazio abitativo principale, caratterizzato da un impianto aperto e dimensioni generose che rispecchiano, soprattutto nella zona giorno, quelle delle antiche case contadine. Le aree dedicate al relax e al riposo sono invece concentrate in un secondo corpo di fabbrica di dimensioni più raccolte, dove troviamo tre camere da letto e una mansarda-studio, mentre il terzo edificio, ricalcato sul perimetro della struttura originale, è completamente indipendente e destinato agli ospiti.
Le tre strutture sono collegate da un lungo portico che funge da spazio di transizione fra interno e esterno. Qui il confine tra natura e presenza umana tende a sfumare fino a diventare quasi impercettibile, un effetto ricercato anche tramite la creazione di un involucro dove legno e pietra incorniciano ampie finestrature.
Questa soluzione sottolinea un legame con il territorio che non è solo simbolico, ma viene rafforzato da una moodboard di cui sono protagonisti materiali di provenienza locale. Il granito di una vicina cava, le tegole in ardesia della copertura e il legno di larice, filo conduttore sia delle strutture che dei rivestimenti di pavimenti e pareti, permeano la tenuta di una sincera autenticità, integrandola perfettamente nell’ambiente.
La loro consistenza materica e cromatica plasma con la stessa potenza espressiva interni in cui decori ed elementi architettonici d’accento sono ridotti al minimo. Lo spazio, disegnato da audaci strutture lasciate interamente a vista, trasmette così una spontanea maestosità senza necessità di ulteriori artifici.