ARCHITETTURA
Chacarera House

Un rifugio di cemento e luce sulle rive del lago Los Molinos, in Argentina. È Casa Chacarera, progetto di Tectum Arquitectura che interpreta l’abitare come un dialogo serrato tra architettura e paesaggio, tempo e materia

Firmato da Tectum Arquitectura – studio la cui pratica è “permeata dal paesaggio, dal tempo e dalla materia” – il progetto di Casa Chacarera, in Argentina, traduce in architettura il bisogno di riconnettersi con la natura sollecitato dall’esperienza della pandemia. A circa un’ora e mezza di auto da Córdoba, circondata dalle cime della catena Sierras Chicas, l’abitazione sorge su un terreno con una dolce pendenza che digrada verso il lago Los Molinos e presenta un layout radicato nella topografia, che asseconda i dislivelli del suolo e incornicia scorci panoramici. 

La residenza è articolata in cinque volumi in cemento a vista, disposti secondo una sequenza fluida, senza corridoi. Incastonati tra questi blocchi strutturali, gli spazi si espandono e si contraggono, lasciando che la luce naturale filtri con intensità variabile, modulando l’atmosfera nel corso della giornata. Il tetto inclinato, anch’esso in cemento, contribuisce a rafforzare la continuità materica dell’insieme.

Un muro in pietra eretto attorno alla casa ne garantisce la privacy, isolandola dalla strada e dalle proprietà vicine e creando un ampio cortile che si apre verso il lago. Dall’interno e in corrispondenza del patio d’ingresso – spazio perfetto per i momenti di relax – lo sguardo può estendersi oltre quel perimetro, oltre quella soglia fisica e visiva, integrando la cresta montuosa nelle visuali e nella percezione della casa. 

In tutto ciò, gli ambienti comuni si sviluppano plasmando pieni e vuoti, sempre in dialogo con il paesaggio, con un’estetica che flirta elegantemente con il brutalismo. Lo si percepisce chiaramente nella zona pranzo, focalizzata su un lungo tavolo in pietra, e nel salotto, organizzato intorno a un divano posto davanti a una vetrata scorrevole che dà sull’esterno.

Quanto alla zona notte, è concepita come un open space: una parte è adibita a cabina armadio, mentre la camera vera e propria vanta una parete in sasso che si prolunga dal patio, ma è divisa dallo stesso per mezzo di un’ampia vetrata che sfuma i confini tra dentro e fuori. Il risultato complessivo è una sintesi di rigore costruttivo e design esperienziale.