ARCHITETTURA
Rigore nordico

In Svezia, Kolman Boye Architects progetta Ravine House. Un volume essenziale che sorge su una ripida falesia, scandito da essenziali campiture geometriche

Nordico, essenziale e rigoroso, come la terra che lo ha generato e il design figlio del suo profondo imprinting culturale. Ma allo stesso tempo permeato da una sottile poesia, fatta di atmosfere semplici e un ecosistema preservato dagli sfregi della modernità. Non è un caso che sia proprio il pittoresco stretto di Skurusundet, in Svezia, il teatro naturale di Ravine House, una piccola proprietà che lo studio Kolman Boye Architects – anche loro svedesi – trasforma in un’originale rivisitazione di una tipologia abitativa tradizionale pur conservandone intatto lo spirito. Non sovrapponendolo, bensì stratificandolo in una natura tanto scenografica quanto severa e difficile.

Situata a picco su una ripida falesia da cui si gode una vista mozzafiato sulle oltre 20 mila isole dell’arcipelago di Stoccolma, Ravine House sorge in un’area un tempo occupata da un nucleo di case vacanza, via via trasformate in abitazioni più importanti dando vita a una piccola comunità di residenti disposti a sfidarne la difficile accessibilità. Il nuovo edificio occupa in particolare una porzione di terreno che in origine ospitava una estesa struttura, di cui rimangono ancora le pareti terrazzate che scendono verso il mare terminando in una peschiera semicircolare incorniciata da una massiccia parete di granito.

La nuova Ravine House è un rigoroso e compatto volume di tre piani dall’involucro rigidamente scandito da essenziali campiture geometriche, che limita al minimo il suo ingombro in pianta per lasciare il più possibile intatto il contesto naturale. A questo scopo l’edificio è stato parzialmente inglobato nella ripida scogliera naturale, in cui è ricavato un intero livello abitativo per contenerne l’impatto visivo. Minimo anche l’impatto dei terrazzamenti che circondano la casa, dissimulati da elementi di collegamento fra i suoi diversi livelli ma in realtà perfettamente fruibili come spazi outdoor.

Gli interni sono scanditi con altrettanto rigore da strutture e partizioni in legno, elementi di sottile connessione con il contesto naturale. Un corpo scala centrale sempre realizzato in legno collega i tre livelli di Ravine House, fungendo allo stesso tempo da baricentro ordinatore del suo impianto distributivo. Il piano inferiore dell’edificio ospita i locali di servizio, mentre a quello intermedio si trovano l’ingresso principale e la zona notte: al terzo e ultimo livello si concentrano infine gli spazi di soggiorno, il cui involucro interamente vetrato offre una spettacolare vista sull’insenatura del porto di Stoccolma. Ognuno dei tre piani gode di un accesso diretto ai terrazzamenti della casa, anch’essi incastonati direttamente nella roccia.

In coerenza con la sua localizzazione e impostazione concettuale, Ravine House fa largo uso di materiali rinnovabili di origine naturale. Come da tradizione svedese, il principio guida della palette materica è la valorizzazione del legno in ogni sua forma, dal recupero degli scarti di lavorazione per la creazione dei pavimenti alla nobilitazione del comune legno di pino tramite appositi processi produttivi che, nelle parti a vista, ne eliminano le naturali imperfezioni riutilizzandole per le parti strutturali interne occultate alla vista. Una scelta ecocompatibile, economica e a basso impatto ambientale, che allo stesso tempo valorizza gli spazi abitativi con un tratto estetico profondamente radicato nella tradizione locale.