Da residenza privata a guest house per soggiorni familiari. Alle porte di Marrakech, Villa D, progettata da Studio KO, innesta un dialogo sottile con un paesaggio ricco di contrasti
Una dimora che emerge dalla terra, come estensione naturale del suolo marocchino: situata lungo la strada per Ouarzazate, a quindici chilometri da Marrakech, Villa D fatica a nascondere la sua bellezza rurale. Circondata da maestosi alberi di palma, custodisce con fierezza la sua imponente silhouette in terra battuta, realizzata mediante la tecnica tradizionale pisé.
Si tratta del primo progetto che Studio KO ha realizzato in Marocco, venti anni fa, come residenza privata. Solo nel 2019, grazie all’iniziativa del giovane albergatore Majd Chetouani, il proprietario ha poi accettato di aprire la villa al pubblico, trasformandola in una guest house unica nel suo genere. Da lontano, Villa D appare come una parte del paesaggio, affiorando con una presenza regale che ricorda un mausoleo o una cattedrale.
La sua architettura caratterizzata da linee nette e volumi semplici la rende discreta, rispettosa. Le pareti in argilla color ocra evocano invece le tonalità tipiche del deserto e legano gli spazi interni a quelli esterni, invitando silenziosamente a godere della vita en plein air e dei contrasti che il territorio ha da offrire. Alla fine di un viale maestoso fiancheggiato da ulivi, infatti, Villa D si estende su un terreno desertico, punteggiato da palme, fichi, melograni e incorniciato dalle aride montagne dell’Atlante. Qui, accanto a una spettacolare piscina a sfioro lunga venticinque metri e spazi riparati all’ombra di patii e verande, si sviluppano una spa e un hammam tradizionale.
Villa D è pensata per essere un rifugio bucolico e accogliente, nonostante il suo innegabile minimalismo. Non si tratta solo di una potente dichiarazione architettonica, ma di una residenza che conserva l’anima umile di una casa di famiglia. Le zone giorno, la spettacolare sala da pranzo, la sequenza monastica delle camere da letto e la maestosa suite padronale al primo piano la rendono ideale per vivere fino a gruppi di venti persone. Al suo interno, l’architettura materica e lo stile rustico dialogano con pezzi d’arredo plasmati da un’eleganza senza tempo.
Sotto la sua apparenza da mausoleo, le sue texture marcate e le sue aperture modeste, Villa D trasmette tutta l’eloquenza di un paese stratificato come il Marocco. Oltre alla villa principale, la proprietà include infine anche una casa colonica separata, incastonata tra recinti per animali e realizzata da artigiani locali. Tre stanze semplici ma raffinate, arredate con dettagli shabby chic, circondano un patio luminoso, adornato da una piccola vasca dove solo il suono dell’acqua, placido, si diffonde evocando il ricordo di un’epoca passata.
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