Un retreat dai colori autunnali offre un rifugio ispirato alla natura e alle sue forme morbide. In una località ritirata, al confine tra la campagna e il mare
Avulso dal trambusto cittadino, il Shanghai Donggang Chengfu Hotel emerge dall’isola di Changxing, in Cina, come un capolavoro architettonico, scolpito da linee eleganti ispirate alla semplicità della natura. Circondato da un paesaggio rustico, ricco di vicoli di campagna fiancheggiati da un’abbondanza di fiori e alberi frondosi, oltre che da spiagge di sabbia fine, questo retreat di design si dispiega come un rifugio senza tempo.
Gli interni portano la firma di Rui Ying, co-founder e design director dello studio locale Shanghai Light and Shadow Design. A calamitare fin da subito lo sguardo sono le grandi porte finestre ad arco, che consentono a un generoso afflusso di luce naturale di penetrare nella hall. Circondati da caldi bagliori e toni che ricordano le località mediterranee, gli ospiti si ritrovano così immersi in un’atmosfera avvolgente e vibrante.
I progettisti hanno lavorato per sottrazione, creando un linguaggio visivo comune grazie all’impiego di una palette giocata sulle tonalità ruvide del grigio, del bianco slavato e del marrone, in stretto dialogo con materiali di derivazione organica e naturale, tra cui legno, rattan, pietra e morbidi tessuti.
Il risultato: ambienti spogli ed essenziali, ma mai freddi. La disposizione degli elementi, infatti, è stata studiata con estrema cura per creare un microcosmo invitante e confortevole. Dai tavolini alle sedute, dai mobili in legno scuro alle librerie fino agli specchi, ogni arredo riprende le sagome ovali delle aperture ad arco.
Ritroviamo, quindi, angoli smussati e forme arrotondate che trasmettono una sensazione di vellutata avvolgenza, fungendo da contrappunti visivi ai – pochi – elementi rettilinei, come i pattern geometrici che ricoprono la pavimentazione. Mentre un’accurata selezione di opere d’arte contemporanea e di artigianato locale apporta un tocco moderno all’estetica complessiva.
La filosofia wabi-sabi – sostenitrice di una “bellezza imperfetta, impermanente e incompleta” – impregna il design delle camere, attraverso l’applicazione di un segno minimalista a mobili e decorazioni, di colori materici e texture compatte che rievocano le nuance della terra. La sapiente combinazione di questi semplici elementi crea un equilibrio coeso, che consente agli ospiti di ritrovare un senso di calma interiore: una tregua dai doveri quotidiani.
Le stanze, però, sono anche gli ambienti in cui i progettisti hanno osato di più, contaminando lo stile neutro con arredi dai tratti ludici, giocosi, ma sempre sofisticati, come l’iconica poltrona della Serie Up disegnata da Gaetano Pesce per B&B Italia nel 1969.
La zona ristorante ripristina l’equilibrio iniziale, fondendo perfettamente tradizione mediterranea e cultura cinese: comodi posti a sedere, illuminazione calda e interni accuratamente progettati offrono un’atmosfera bilanciata e composta. Dalla cima del resort si dispiega alla vista un’incantevole terrazza che funge anche da sala da pranzo, decorata con un murale: un’occasione per cenare circondati dall’aria fresca e ventilata proveniente dall’isola.