Abituato a presentare le sue creazioni attraverso i social media, Ellison Studios progetta un appartamento-showroom per far toccare con mano le proposte. Un debutto in grande stile per il piccolo brand australiano, che ha scelto come sede uno degli edifici più iconici di Sydney
“Come marchio di design sempre raccontato attraverso la lente dei social media, abbiamo trascorso anni a condividere la nostra visione creativa unicamente in digitale”, spiega Leigh McKeown, ceo e cofounder di Ellison Studios. “The Rental 2.0 ci ha offerto l’opportunità di portare questa esperienza nel mondo reale. Se raccontare i contenuti online è fantastico, condividere questo spazio con i nostri amici, collaboratori e clienti porta con sé un senso più profondo di connessione e comunità. In un certo senso, è la nostra moderna casa condivisa, anche se molto più bella di quelle in cui ho vissuto da giovane”.
È così che l’ideatore di The Rental 2.0, spazio espositivo progettato come fosse un appartamento, racconta la genesi del progetto. Lo spazio è trattato alla stregua di un loft residenziale, e si trova all’interno di uno degli edifici più iconici di tutta Sydney: il magazzino del tè del 1920 della compagnia Edwards & Co. Ltd.
L’architettura conserva ancora il suo fascino originale, nella facciata con l’insegna dipinta a mano a caratteri Déco, e negli interni con pavimenti in legno massiccio e grandi finestre a tutta altezza alte ben cinque metri. Gli interni di The Rental 2.0 sono interamente giocati sulla palette delicata dei colori terrosi, che vanno dal beige al marrone scuro.
Oltre il portoncino d’ingresso ci sono tutti gli ambienti che ci si aspetterebbe di incontrare in una casa reale. Una zona pranzo contigua al soggiorno, una cucina, una camera da letto. “The Rental 2.0 consente di entrare fisicamente nella moodboard che lo Studio ha costruito su Instagram per quasi 7 anni. A differenza di uno showroom tradizionale, il concept space è aggiornato con una rotazione di pezzi iconici e ospita eventi speciali di vario tipo: eventi di lancio, proiezioni cinematografiche, cene e pigiama party per gli amici più stretti”, spiega McKeown.
Al centro dello spazio, come protagonista assoluto, è stato sistemato il divano modulare Float. Scelto in un colore scuro, si ispira alle soluzioni curvilinee tipiche degli Anni 70 e dialoga alla perfezione con alcune icone assolute del design, come la sedia Wassily di Marcel Breuer, le luci in carta Akari di Isamu Noguchi e un impianto stereo originale Braun firmato da Dieter Rams. Le pareti sono sfruttate per esporre artisti australiani emergenti, creando sinergie e collegamenti interdisciplinari che possono sfociare in eventi e collaborazioni.