In Germania, nel centro storico di Ingolstadt, Büro Mühlbauer recupera una cascina del XVI secolo inserendo una struttura in cemento a vista. Che genera un interessante dualismo fra struttura originale e superfetazione moderna
La cascina del XVI secolo si trova nelle immediate vicinanze di una delle tre porte storiche di Ingolstadt in Bavaria – in un quartiere che ha mantenuto intatta la sua maglia storica fatta di vicoli e piccoli edifici – ed era originariamente composta da un edificio residenziale, un vecchio fienile e un piccolo cortile interno. Qui oggi sorge la nuova Thürwachterhaus, un progetto di recupero e integrazione dello studio Büro Mühlbauer che offre un’originale reinterpretazione tipologica della fattoria urbana.
Il complesso originario pur avendo conservato il suo volume storico versava in condizioni strutturali precarie. L’obiettivo di progetto era la sua trasformazione in quattro unità abitative, nel rispetto dell’organismo edilizio esistente e della relativa maglia urbana. A questo scopo, il volume residenziale è stato suddiviso in tre appartamenti separati, uno al piano terra e due al piano superiore, per un totale di 180 metri quadrati di superficie abitabile.
La parte più interessante dell’intervento è quella che ha riguardato l’ex fienile, convertito in una casa a schiera di tre piani. La volumetria esterna è stata mantenuta intatta, ma sottoposta a una completa ristrutturazione che ha previsto l’inserimento di una struttura spaziale in cemento a vista con la funzione di sostenere staticamente la nuova estensione e definirne gli interni.
L’introduzione di questo nuovo elemento architettonico–strutturale genera con naturalezza un interessante dualismo fra struttura originale e superfetazione moderna. Il cemento a vista incontra il legno restaurato della copertura originale – valorizzata come elemento funzionale e decorativo – che si estende su una sequenza aperta di ambienti che vanno dal piano terra fino alla linea di colmo. Un volume centrale collega verticalmente i piani e gli ambienti, reciprocamente sfalsati in quella che Büro Mühlbauer definisce una “drammaturgia spaziale” volta a espandere visivamente la stretta planimetria dell’edificio.
Anche la piccola corte interna è stata oggetto di una riorganizzazione che la pone in solida relazione con gli interni, grazie a grandi aperture che si affacciano direttamente su una piccola area a verde opportunamente arredata.
Büro Mühlbauer rinuncia a qualsiasi esuberanza progettuale, puntando su una spiccata matericità, un chiaro ordine strutturale e un’equilibrata relazione tra frammenti originali e superfetazioni. Sobria e rigorosa, l’architettura si innesta armonicamente nel tessuto urbano rispettandone la scala, ma senza rinunciare a un quid di contemporaneità che rimane con discrezione sullo sfondo. Estranea a espedienti scenografici e citazioni didascaliche.