Nel cuore di Lisbona, il boutique aparthotel progettato da Carrilho da Graça con interni firmati
da Studio Astolfi offre un incontro sofisticato tra legni caldi e pietre locali
Situato lungo la storica Rua de São Bento, una delle vie più affascinanti e vitali di Lisbona, The Verse è un boutique aparthotel che fonde con eleganza il patrimonio culturale portoghese con la sensibilità del design contemporaneo. Ospitato in un edificio in passato adibito a studio fotografico, il progetto nasce da un attento intervento di restauro a cura dell’architetto Carrilho da Graça, con interni firmati da Studio Astolfi.
Il concept alla base dell’hotel riflette il desiderio di sentirsi a casa anche quando si è in viaggio. Il risultato è uno spazio intimo e raffinato, dove l’artigianato incontra l’estetica cosmopolita. Distribuiti su cinque piani, i quindici appartamenti si distinguono per un design sartoriale, dove ogni elemento è pensato per offrire comfort, bellezza e una profonda connessione con il luogo.
Gli interni si sviluppano in ambienti aperti e accoglienti, dove cucine su misura con pannellature in legno e piani in pietra dialogano armoniosamente con le zone living. I bagni, rivestiti con cementine idrauliche realizzate in collaborazione con l’azienda Azulima e completati da lavabi Tosco nei toni caldi della terracotta, diventano spazi dedicati al benessere e alla quiete. Il progetto privilegia materiali naturali e texture organiche: legni caldi come rovere e noce, pietre locali come la calcarenite rosa e il marmo Verde Viana e microcemento. La palette si ispira ai toni del paesaggio portoghese, con sfumature di verde – dall’eucalipto alla menta – che avvolgono pareti, soffitti e arredi.
Tra gli elementi realizzati su misura spiccano le librerie geometriche e le testiere artistiche dei letti di otto appartamenti, nate dalla collaborazione con la scultrice Diana Botas: ispirate al linguaggio Art Déco, fondono arte e design in una sintesi sofisticata, amplificando ulteriormente la dimensione materica e sensoriale degli spazi.
La scala principale, fulcro visivo dell’edificio, è illuminata da un trittico di lampade Akari in carta washi, firmate Isamu Noguchi, che aggiungono una nota poetica e delicata. La luce – naturale e artificiale – è parte integrante del progetto, pensata per valorizzare ogni superficie e favorire un senso di quiete e intimità.